Una data destinata a segnare la storia della società britannica Arm: per la prima volta dai suoi albori, l'azienda ha deciso di oltrepassare il ruolo tradizionale di licenziatrice di architetture informatiche e di lanciare un processore completamente suo. Si chiama AGI CPU ed è stato concepito specificamente per gestire le esigenze computazionali dei moderni sistemi di intelligenza artificiale e dei data center che li supportano.

Il nuovo chip è il frutto di una collaborazione strategica tra Arm e Meta, che assumerà il ruolo di primo cliente e co-sviluppatore. L'intesa tra le due aziende copre molteplici generazioni di processori e prevede l'impiego dell'AGI CPU insieme ad altri acceleratori già in dotazione a Meta, quali i processori MTIA proprietari e le GPU fornite da NVIDIA. Accanto a Meta, la lista dei clienti interessati è già nutrita: figurano infatti OpenAI, Cerebras, Cloudflare, F5, SAP e SK Telecom, che utilizzeranno il processore per compiti quali l'orchestrazione di acceleratori hardware, l'hosting di API e la gestione dei sistemi di controllo.

Dal punto di vista tecnico, l'AGI CPU poggia sull'architettura Neoverse V3 di Arm, la medesima base utilizzata da AWS per i suoi processori Graviton e da NVIDIA per il progetto Vera. Il chip arriva fino a 136 core fisici, con un core dedicato per ogni thread, una scelta che consente di evitare rallentamenti anche sotto carichi di lavoro particolarmente intensi. La larghezza di banda della memoria raggiunge 6 gigabyte al secondo per core, con una latenza contenuta sotto i 100 nanosecondi, mentre il consumo energetico è limitato a 300 watt. La configurazione impatta anche sulla densità di calcolo realizzabile: in uno chassis raffreddato ad aria è possibile montare fino a 64 CPU per un totale di oltre 8mila core, mentre ricorrendo al raffreddamento a liquido la capacità supera i 45mila core per rack.

Secondo le stime fornite da Arm, l'AGI CPU consentirebbe di raddoppiare le prestazioni per rack rispetto alle tradizionali CPU di architettura x86, con la possibilità di risparmiare fino a 10 miliardi di dollari in investimenti infrastrutturali per gigawatt di capacità installata. La spinta verso questo innovativo progetto risiede nella crescente domanda di sistemi IA agentici, ovvero quei software in grado di ragionare, pianificare e operare in modo continuo senza supervisione umana. Arm calcola che i data center dedicati a questi sistemi avranno necessità di una potenza CPU superiore di oltre quattro volte rispetto agli attuali standard, poiché i processori convenzionali non sono stati ottimizzati per gestire il volume di elaborazione di token richiesto da queste applicazioni.

I primi sistemi basati su AGI CPU sono già disponibili in versione preliminare attraverso i principali produttori di infrastrutture informatiche come ASRock Rack, Lenovo, Quanta Computer e Supermicro. Una disponibilità più generale è attesa nella seconda metà del 2026. Arm ha scelto di non divulgare i dettagli economici dell'accordo con Meta né i prezzi di listino del nuovo processore, mantenendo al momento riservatezza su questi aspetti commerciali.