La vittoria di Tadej Pogacar alla Milano-Sanremo assume proporzioni ancora più leggendarie dopo la confessione del suo meccanico. Lo sloveno non solo ha saputo rialzarsi dopo una caduta durante la corsa, ma ha attraversato il traguardo dello sprint finale con una bicicletta gravemente compromessa, ignorando la portata dei danni subiti dal mezzo.

Secondo il racconto di Bostjan Kavcnik, responsabile della manutenzione dei mezzi per il team UAE Emirates-XRG, la caduta ha causato la rottura del telaio e danni significativi alla forcella posteriore. Più problematico ancora: il disco del freno, a causa dell'impatto, si è spostato dalla sua posizione e continuava a sfregare contro la superficie frenante durante il movimento della ruota. Una situazione che avrebbe potuto compromettere seriamente la guida in discesa.

"Se Tadej avesse saputo realmente in quali condizioni versava la bici, non avrebbe osato affrontare i tratti discensivi con tanta aggressività", ha spiegato Kavcnik al quotidiano sloveno Delo, ripreso successivamente da L'Equipe. Il meccanico ha sottolineato come il corridore, nel non essere pienamente consapevole dell'entità dei guasti, abbia mantenuto un ritmo forsennato nelle fasi tecniche finali della classica.

La rivelazione acquista ulteriore peso considerando che persino Tom Pidcock, uno dei migliori discesisti del peloton, ha faticato a restare nelle ruote di Pogacar durante le sezioni in discesa. Un dettaglio che evidenzia come la performance del campione sloveno sia stata ancora più straordinaria di quanto inizialmente percepito dagli osservatori della corsa.

Fortunatamente, come ha precisato Kavcnik, la forcella posteriore non si è completamente spezzata, permettendo a Pogacar di completare la gara e di issarsi sul gradino più alto del podio. Una combinazione di abilità eccezionale, determinazione e non poco fortuna che ha caratterizzato una delle vittorie più memorabili della stagione ciclistica.