Tra le spiegazioni più strampalate della vittoria del NO al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo, spunta anche una teoria bizzarra che coinvolge il calcio e il presidente della Lazio Claudio Lotito. Secondo questa ricostruzione, il malcontento manifestato dai supporter biancocelesti contro il loro numero uno, che aveva svuotato lo stadio Olimpico per settimane, si sarebbe trasformato in voti contrari al quesito referendario. Una tesi affatto peregrina che meritava di essere approfondita, non fosse altro per comprendere come certi ragionamenti prendono forma nel dibattito pubblico.

L'ipotesi è stata lanciata in rete da Alberto Ciapparoni, giornalista parlamentare che conta oltre 13mila follower su X e che si autodefinisce specializzato in politica e sport. Durante lo spoglio, ancora in corso, ha pubblicato un messaggio suggerendo che la contesta dei tifosi laziali potesse avere, quantomeno simbolicamente, un ruolo nella pesante sconfitta subita dal fronte del sì, pur dichiarando lui stesso di esserne un sostenitore convinto. Il post ha naturalmente suscitato reazioni ironiche, costringendo Ciapparoni a un dietrofront parziale nel quale ha rimarcato come "una parte dei tifosi laziali" avesse minacciato il voto contrario per protesta contro Lotito, presentando la cosa come dato di cronaca.

I numeri, però, raccontano una storia completamente diversa. Lo scarto tra NO e SÌ ha superato i due milioni di voti, rendendo qualsiasi effetto marginale del tifo laziale del tutto irrilevante dal punto di vista statistico. Secondo l'indagine realizzata da StageUp e Ipsos nel 2025 per conto di Sponsor Value, la Lazio possiede una base di supporter pari a circa 650mila persone. Calcolando un'affluenza alle urne leggermente inferiore al 60 per cento, gli aventi diritto laziali sarebbero pressappoco 390mila, una cifra che non basta nemmeno lontanamente a spiegare uno scarto di oltre due milioni di voti.

La vicenda illustra bene come, nel dibattito sui social media, anche giornalisti con una certa visibilità possono lanciare tesi prive di fondamento senza che il sistema di verificazione funzioni adeguatamente. Ciapparoni ha ammesso il problema solo quando confrontato con i dati reali, trasformando quella che era presentata come analisi in una semplice osservazione aneddotica. Dal canto suo, Riccardo Cucchi, ex giornalista Rai e tifoso laziale, ha spiegato che la sua scelta di voto è stata guidata da ragioni esclusivamente politiche, sottolineando il disagio di molti sostenitori biancocelesti nel vedersi identificati con determinati orientamenti ideologici.

Questa interpretazione della sconfitta governativa ricorda altre spiegazioni più fantasiose circolate nei giorni successivi al voto, dal ruolo di singoli ministri alle dinamiche istituzionali. Rimane comunque evidente che il risultato referendario, invece, riflette scelte elettorali determinate da fattori ben diversi dalle dinamiche calcistiche, per quanto appassionanti possano risultare agli occhi dell'opinione pubblica.