La corsa per ospitare l'agenzia europea delle dogane si è conclusa con una vittoria della Francia. Lille è stata designata come nuova sede dell'Euca dopo la valutazione congiunta di Consiglio e Parlamento europeo, relegando Roma ai margini della competizione. Una scelta che alimenta il dibattito sulla capacità di influenza dell'Italia nelle sedi decisionali dell'Unione europea.
La delegazione del Movimento 5 stelle a Strasburgo non ha trattenuto la delusione, rilasciando una dichiarazione che punta il dito contro l'amministrazione Meloni. Secondo i pentastellati, la capitale italiana aveva tutti i requisiti necessari per accogliere l'istituzione comunitaria, promettendo posti di lavoro qualificato e opportunità di crescita economica per il territorio. La mancata aggiudicazione rappresenterebbe quindi un'occasione persa di rilevanza internazionale.
A pesare sulla candidatura romana, secondo l'analisi dei deputati europei grillini, sarebbe stata anche l'assenza del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti durante la presentazione ufficiale della proposta davanti al Parlamento europeo il 28 gennaio scorso. Un'assenza che, sostengono gli esponenti del M5s, non è passata inosservata negli ambienti di Bruxelles e avrebbe segnato un segnale negativo sulla priorità assegnata dal governo a questa partita.
I eurodeputati pentastellati inquadrano l'accaduto in una prospettiva più ampia di marginalizzazione dell'Italia nel processo decisionale europeo. Con toni critici, sottolineano come la candidatura romana fosse stata strutturata con serietà e solidità, ma che le dinamiche politiche globali all'interno delle istituzioni comunitarie avrebbero giocato un ruolo determinante nella scelta finale. La perdita dell'Euca si aggiunge alla lista di dossier europei che vedono l'Italia in posizione di svantaggio, secondo la loro valutazione.