Tensioni crescenti tra gli alleati di governo sulla strategia europea. Attilio Fontana, presidente della Lombardia, ha riunito gli eurodeputati italiani presso il Parlamento di Strasburgo per esprimere forti critiche nei confronti della riforma sulla politica di coesione e sulla politica agricola comune, provvedimenti che portano la firma di Raffaele Fitto, commissario europeo italiano.

La mossa di Fontana rappresenta un segnale di frattura evidente all'interno della coalizione di governo, con la Lega che si stacca dalle posizioni di Fratelli d'Italia su questioni di rilievo comunitario. L'eurodeputato del Movimento 5 Stelle Gaetano Pedullà non ha perso l'occasione per commentare ironicamente la situazione, sottolineando che anche rappresentanti della maggioranza convergono finalmente sulle critiche pentastellate. Con una battuta che rimanda al noto stile comunicativo del vicepremier Salvini, Pedullà suggerisce al governatore lombardo di affrontare direttamente la questione con lo stesso Fitto.

Secondo la posizione del Movimento Cinque Stelle, la riforma rappresenterebbe un tentativo di mascherare tagli sostanziali ai finanziamenti europei destinati ai cittadini e alle aziende, utilizzando le risorse liberate per finanziare spese in difesa e riarmo. Pedullà evidenzia inoltre i rischi di uno scontro istituzionale tra le regioni e lo Stato centrale sulla distribuzione dei fondi comunitari, con il pericolo di indebolire un meccanismo che fino ad ora ha garantito risultati positivi.

La deputata pentastellata Valentina Palmisano aveva già sollevato simili obiezioni fin dalle prime fasi della discussione sulla riforma, denunciando il cosiddetto "fondo unico" come uno strumento per redistribuire le risorse secondo logiche divergenti dagli interessi locali. Il Movimento 5 Stelle ribadisce il suo impegno nel difendere gli interessi nazionali all'interno dei negoziati europei, promettendo di continuare a contrastare provvedimenti ritenuti sfavorevoli all'Italia sino alle conclusioni finali.