Anche la Francia entra in guerra contro la pirateria nel calcio con metodi sempre più stringenti. La procura della città di Arras, nel nord del paese, ha raggiunto un accordo economico con 19 persone accusate di aver seguito le partite tramite abbonamenti IPTV illegali, costringendole a versare una multa compresa tra i 300 e i 400 euro a testa. Nel contempo, altri due soggetti – identificati come gestori del servizio pirata – sono stati rinviati a processo e affronteranno conseguenze ben più severe davanti ai giudici.

L'operazione rientra in una strategia più ampia della Ligue de Football Professionnel (LFP), che gestisce i due principali campionati calcistici francesi. Secondo quanto comunicato dalla stessa LFP, le sanzioni comminate sono significative ma potrebbero rappresentare soltanto l'anticipo di una battaglia legale più lunga. La legge francese prevede infatti che le multe per questo tipo di reato possono raggiungere fino a 7.500 euro, cifra ben superiore a quella già applicata nei primi casi. La lega ha promesso un'intensificazione della lotta attraverso numerose azioni legali rivolte sia ai venditori di abbonamenti che ai loro clienti, i quali potranno essere convocati per interrogatori e perseguiti penalmente.

Ciò che attira l'attenzione è il linguaggio adottato dalla LFP nel comunicato ufficiale, dove l'organismo calcistico collega direttamente la gestione delle IPTV illegali a un vero e proprio ecosistema di stampo mafioso, piuttosto che limitarsi a descrivere il fenomeno come semplice criminalità ordinaria. Tuttavia, la lega non ha fornito dettagli concreti a supporto di questa affermazione, lasciando aperta la questione su quali elementi informativi abbiano portato a questa conclusione.

Resta ancora poco chiaro il meccanismo attraverso il quale le autorità francesi abbiano identificato i singoli abbonati. L'ipotesi più plausibile suggerisce che i rivenditori abbiano conservato dati personali dei clienti, come indirizzi di posta elettronica o informazioni sui metodi di pagamento utilizzati per attivare gli abbonamenti. Un modus operandi che in passato si è già rivelato efficace nell'individuazione degli utenti.

L'operazione francese rappresenta un chiaro riferimento al modello italiano di contrasto alla pirateria sportiva, sviluppato da Lega Serie A e dall'AGCOM attraverso Piracy Shield e il coinvolgimento attivo delle piattaforme legali. Sembra che l'approccio italiano stia facendo scuola anche oltre i confini nazionali, ispirando altre federazioni europee a implementare strategie più aggressive contro chi sottrae diritti televisivi e guadagni ai calcio professionistico.