Domani il Parlamento europeo si appresta a votare una direttiva che rappresenta uno scontro diretto tra le ambizioni della Commissione di contrastare la corruzione e i tentativi del governo italiano di smantellare i reati contro la pubblica amministrazione. Giuseppe Antoci, europarlamentare del Movimento 5 Stelle e unico relatore italiano del provvedimento, ha sottolineato come questa misura tocchi il cuore della lotta alle infiltrazioni della criminalità organizzata nelle istituzioni e nell'economia europea.
Il punto più delicato della normativa riguarda l'introduzione obbligatoria del reato di abuso d'ufficio negli ordinamenti di tutti gli Stati membri. Secondo Antoci, questo è stato effettivamente il fulcro delle trattative negoziali e rappresenta il tassello più importante della nuova direttiva. Roma aveva messo in campo una vera e propria resistenza diplomatica per evitare l'imposizione di questa fattispecie, cercando di preservare intatta la riforma Nordio approvata nel 2024, che aveva eliminato proprio questa forma di reato dal sistema giuridico italiano.
L'approvazione della direttiva significherebbe chiudere definitivamente le "zone grigie" nel continente europeo, cancellando i margini di manovra che alcuni Paesi hanno tentato di mantenere sulle proprie legislazioni interne. Per Antoci, il voto di domani assume una valenza simbolica più ampia: rappresenta un impegno verso coloro che hanno sacrificato molto per i principi di legalità e giustizia, e una ricucitura di una frattura profonda nel sistema giuridico italiano provocata dalle recenti riforme governative.