La Commissione europea ha presentato un nuovo approccio alla crisi energetica che colpisce il continente. Durante un intervento in Plenaria all'Europarlamento, il commissario all'Energia Dan Jorgensen ha illustrato come Bruxelles intenda affrontare il problema dei prezzi dell'elettricità attraverso un'azione coordinata su quattro assi strategici distinti, ciascuno con il proprio peso nel determinare il costo finale per i consumatori e le imprese.

Il primo terreno di intervento riguarda il costo della generazione energetica, la voce più pesante che incide per oltre il 50% sulla bolletta finale. Su questo fronte, l'Ue intende rendere più elastiche le normative sugli aiuti di Stato, permettendo ai governi nazionali di fornire sostegni immediati alle industrie più vulnerabili e ad alta intensità energetica. Jorgensen ha inoltre evidenziato la volontà di collaborare strettamente con gli Stati membri che stanno sviluppando programmi nazionali finalizzati a ridurre l'impatto dei costi del carburante sulla produzione di energia.

Il secondo capitolo affronta le tariffe di rete, che rappresentano circa il 18% del prezzo complessivo. La Commissione prepara una proposta legislativa destinata a consentire ai Paesi membri di migliorare l'efficienza delle infrastrutture di distribuzione. Per quanto concerne il terzo componente, quello fiscale, Jorgensen ha sottolineato la necessità di abbassare le aliquote tributarie sull'elettricità, evidenziando come spetti ai singoli Stati garantire che l'energia sia tassata meno dei combustibili fossili, sebbene l'esecutivo europeo stia esplorando ulteriori strumenti possibili.

L'ultimo pilastro riguarda il prezzo del carbonio attraverso il sistema di scambio di emissioni (Ets), che secondo il commissario continua a funzionare efficacemente. Il meccanismo ha contribuito a ridurre le emissioni e la domanda di gas europee di oltre 100 miliardi di metri cubi dal 2005, diminuendo la vulnerabilità del continente e catalizzando significativi investimenti nel settore delle energie rinnovabili. Tuttavia, Bruxelles ritiene sia possibile modernizzare ulteriormente il sistema rendendolo più flessibile e introducendo misure di supporto aggiuntive.

Tra le iniziative concrete, spicca la proposta di un 'Booster di Investimenti Ets' da 30 miliardi di euro, destinato a generare risorse finanziarie supplementari dedicate alle tecnologie pulite e ai processi di decarbonizzazione. Jorgensen ha concluso ribadendo l'impegno dell'Ue nel collaborare con i governi nazionali per identificare interventi immediati capaci di incidere positivamente sulle spese energetiche dei cittadini europei nel breve termine.