La Biblioteca Nazionale Braidense di Milano, uno dei templi della cultura italiana fondato nel lontano 1770 da Maria Teresa d'Austria, si è trasformata per un giorno in una vera e propria palestra. L'insolito utilizzo della storica sala è avvenuto in occasione di un esclusivo evento di fitness organizzato dal celebrity trainer americano Isaac Boots, noto coreografo e ballerino di Broadway, in collaborazione con un marchio italiano specializzato in cosmetica naturale fondato da Irene Forte. L'iniziativa, riservata a ospiti selezionati e influencer, ha visto anche il coinvolgimento del Carlton Hotel di Milano, struttura di lusso guidata da Rocco Forte, padre dell'imprenditrice.

Protagonista della giornata è stato il "Torch'd Workout", un programma di allenamento cardio a ritmo di danza ad alta intensità, brevettato dallo stesso Boots. Durante la sessione, i partecipanti hanno eseguito esercizi con piccoli pesi e movimenti dinamici accompagnati da musica a volume elevato, il tutto circondato dalle preziose collezioni della biblioteca. I video dell'accaduto hanno rapidamente circolato sui principali social media, mostrando le incongruenze visive tra l'atmosfera intensa del workout e l'ambiente austero e solenne della struttura. Significativo notare come gli account ufficiali di Palazzo Brera e della stessa Braidense abbiano scelto di non condividere nessun contenuto relativo all'evento.

La Biblioteca Braidense vanta una storia plurisecolare di grande rilievo. Nata dalla donazione della collezione personale del conte Carlo Pertusati all'arciduca Ferdinando, figlio dell'imperatrice austriaca, venne ufficialmente resa accessibile al pubblico nel 1786 con l'intento di fornire a Milano una istituzione bibliografica di qualità, diversa dall'Ambrosiana che conservava prevalentemente manoscritti. Dopo la dissolution della Compagnia di Gesù nel 1773, lo Stato acquisì il Palazzo del Collegio di Brera, trasformandolo nella sede definitiva. Nel corso dei secoli, la biblioteca si è arricchita grazie ai fondi provenienti dai collegi gesuitici, dalla raccolta scientifica dello studioso Albrecht von Haller, dalle collezioni del cardinale Angelo Maria Durini, e successivamente dai libri acquisiti durante il periodo napoleonico. Il riconoscimento dello status di "Biblioteca Nazionale" nel 1880 ha consolidato il suo ruolo di grande istituzione culturale generalista italiana.

L'episodio ha riacceso il dibattito sulla compatibilità tra esigenze di finanziamento attraverso sponsorizzazioni private e la preservazione del decoro di spazi pubblici di rilevanza storica e culturale. Se da un lato gli eventi speciali possono generare risorse economiche preziose per le istituzioni, dall'altro emergono interrogativi sulla opportunità di trasformare ambienti dedicati alla conservazione del sapere in location per attività commerciali, anche se di elevato profilo.