Affetto dalle piaghe del nostro tempo, il nuovo film di Valentina Zanella affronta il tema della precarietà non solo come fenomeno economico, ma come condizione esistenziale che caratterizza i rapporti umani contemporanei. La storia ruota attorno a Emma, interpretata da Fotinì Peluso, una giovane donna che si muove tra le strade di Roma nella speranza di trovare una posizione stabile come assistente alla ricerca di sceneggiature, scontrandosi però con la cruda realtà del precariato nel settore audiovisivo. Il suo percorso incrocia quello di Pietro Scalzi, incarnato da Andrea Bosca, un produttore affermato ma caratterialmente difficile, che incarna il prototipo dell'uomo di successo emotivamente immaturo.
Fotinì Peluso, presentando il progetto a Bari in occasione del Bif&st, ha sottolineato come il fenomeno della precarietà rappresenti ormai un elemento strutturale della vita contemporanea. «Purtroppo non è solo una questione di lavoro – ha spiegato l'attrice – vedo sempre più coetanei, spesso laureati, che si trovano impiegati in settori completamente diversi da quelli per cui hanno studiato». Secondo l'interprete, il film affronta questa realtà come un invito all'accettazione, invitando lo spettatore a lasciar fluire l'esistenza con serenità piuttosto che a fronteggiarla con rigidità. Una caratteristica che contraddistingue il personaggio di Emma, descritto come una persona flessibile e capace di trasformare il proprio ambiente circostante attraverso la gentilezza.
Andrea Bosca ha condiviso le sue riflessioni sugli aspetti emozionali del mestiere, ricordando come gli attacchi d'ansia siano comuni a chiunque intraprenda una carriera così volatile. «Anche adesso mi capita, ma con il tempo si impara a gestire», ha confessato l'attore, che nel ruolo di Pietro scopre una dimensione romantica rivoluzionaria. Secondo Bosca, il film sostiene un'idea interessante del sentimento amoroso: quella di due individui a diverse fasi della vita che si insegnano reciprocamente lezioni importanti, sfidando l'assunto tradizionale che la maturità sia prerogativa esclusiva dell'età.
La regista Valentina Zanella ha rivelato che il progetto nasce dal romanzo di Alessia Gazzola, che gliene ha regalato una copia suggerendole di trovarvi elementi autobiografici. Collaborando con lo sceneggiatore Federico Fava, Zanella ha infuso nel racconto numerose esperienze personali, trasformando episodi realmente accaduti in momenti cinematicamente assurdi e toccanti. Un aspetto cruciale del processo creativo è stato l'incontro preliminare con gli attori per verificare l'alchimia tra loro, elemento giudicato dalla regista più determinante del mero talento interpretativo. Nel cast figurano anche Paolo Ruffini, Paolo Rossi, Ivana Lotito e la partecipazione di Barbara Bouchet.