Mateo Retegui si presenta a Bergamo con la consapevolezza di un giocatore che ha atteso questo momento per mesi. "Questa è la settimana più importante della mia carriera", afferma l'attaccante durante la conferenza stampa accanto a Rino Gattuso. Non è una frase di circostanza: Retegui ha già anticipato il suo arrivo a Coverciano dieci giorni fa per allenarsi con lo staff azzurro, sfruttando ogni momento libero prima della gara che potrebbe segnare il destino dell'Italia nelle qualificazioni mondiali.

Ciò che colpisce, guardando alla conferenza stampa, non sono solo le parole dell'attaccante bensì la dinamica con il commissario tecnico. Sguardi complici, battute, spalle che si spalleggiano: emerge il quadro di una sintonia che va oltre il rapporto professionista tra giocatore e allenatore. Quando una domanda in inglese da parte di un cronista nord irlandese crea un momento di incertezza, Gattuso interviene naturalmente per aiutare il suo attaccante. Retegui stesso ricorre ripetutamente al termine famiglia per descrivere l'ambiente che si respira nello spogliatoio: "Siamo una famiglia, spalla a spalla", ribadisce.

L'innamoramento per la nazionale italiana è dichiarato senza riserve. Retegui traccia una linea netta dal momento in cui Luciano Mancini lo ha chiamato: da quel giorno ha sempre desiderato tornare per questa partita. Gioca in Arabia Saudita, ma il suo pensiero è esclusivamente rivolto all'Italia. "Rappresentare questa maglia è tutto per me. Sono orgoglioso e spero di indossarla tante altre volte", spiega. Il rapporto con Gattuso è caratterizzato da conversazioni lunghe, dalle quali ha ricevuto fiducia e rassicurazioni anche durante il trasferimento in Medio Oriente. Sulle specifiche di tali dialoghi, Retegui preferisce mantenere il riserbo: "Sono chiacchiere da famiglia, non voglio dirle pubblicamente".

Sulla sfida imminente, l'attaccante azzurro non lascia spazio a interpretazioni: "L'unico risultato accettabile è la vittoria". Individua nella tranquillità mentale e nella solidità fisica le chiavi per prevalere, sottolineando come la determinazione sarà il discrimine decisivo. Ha avuto modo di parlare anche con Brendan Rodgers, il suo tecnico in Arabia nonché cittadino nord irlandese, il quale gli ha espresso i migliori auguri per la sfida. "Non so se quello che sento sia pressione", riflette Retegui, "ma c'è una forte volontà di dimostrare che la squadra sta bene e che è pronta". L'entusiasmo della piazza bergamasca rappresenta un valore aggiunto: giocare in casa fornisce una spinta emotiva significativa. Il messaggio è cristallino: la nazionale è consapevole di che cosa è in gioco e della responsabilità che comporta rappresentare l'Italia in questa partita che potrebbe rivelarsi cruciale nel cammino verso la Coppa del Mondo.