Paolo Borchia, capodelegazione della Lega presso il Parlamento europeo, non si espone sulla questione delle dimissioni della ministra del Turismo Daniela Santanché. Durante una conferenza stampa, il politico leghista ha preferito non scendere nel dettaglio della vicenda, definendola come una materia dalle molteplici implicazioni e dove entrano in gioco diverse responsabilità che richiedono attenzione.

Interrogato direttamente sulla possibilità che la ministra faccia un passo indietro, Borchia ha deflesso la domanda rinviando la valutazione all'interessata stessa. "È la diretta interessata che deve rendersi conto se ci sono o meno gli estremi per farlo", ha dichiarato il leghista, evidenziando come spetti a Santanché valutare autonomamente la propria posizione e decidere se le condizioni per dimettersi siano effettivamente presenti.

L'unico elemento su cui Borchia si è esposto è stato il suo auspicio personale: che la situazione possa trovare una soluzione in tempi rapidi. Una dichiarazione che, sebbene vaga, suggerisce una certa volontà di risolvere la questione senza ulteriori strascichi, senza però esercitare pressioni dirette nei confronti della ministra.

La posizione assunta dalla Lega rimane dunque cauta e attendista, affidando a Santanché la responsabilità finale di decidere il suo futuro politico. Una scelta che consente al partito di evitare uno scontro interno, almeno per il momento, mantenendo una posizione di equidistanza pubblica.