Il Milan ha trovato la soluzione tattica che stava cercando da tempo. Durante la sfida contro il Torino dello scorso fine settimana, Massimiliano Allegri ha deciso di stravolgere l'assetto iniziale, passando da un impianto difensivo a tre ad una configurazione più tradizionale a quattro. La transizione non è avvenuta al fischio dell'intervallo, ma già intorno al quinto minuto di gioco, quando la squadra rossonera faticava a contenere la pressione avversaria. Tomori, inizialmente posizionato come difensore centrale sulla destra, si è adattato al ruolo di terzino destro, mentre Bartesaghi ha abbassato la sua posizione da quinto di centrocampo a terzino sinistro, creando i presupposti per un assetto più consolidato.
Il vero cambio strutturale è però arrivato dopo il riposo, quando Athekame ha sostituito Tomori, portando in campo un terzino destro di ruolo. Questa variazione ha prodotto effetti tangibili fin dai primi minuti della ripresa. Il Milan ha sviluppato un gioco offensivo molto più fluido e coordinato, sfruttando meglio le fasce laterali con Pulisic e Saelemaekers, e trovando spazi per costruire azioni manovrate complesse. I dati lo confermano: nel gol del 2-1, ben sette giocatori rossoneri erano posizionati nella zona dell'area per contribuire all'azione, mentre nella rete del 3-1 erano cinque gli uomini nei sedici metri. Non si tratta semplicemente di una questione numerica legata al modulo scelto, ma piuttosto della capacità interpretativa e delle caratteristiche specifiche dei singoli calciatori di adattarsi al nuovo sistema.
La sfida tattica che attende Allegri nelle prossime settimane riguarda soprattutto la gestione di Rafa Leao, il cui rientro dai problemi fisici rimane ancora da definire. L'esterno portoghese rappresenta un elemento determinante nella costruzione dell'attacco milanista, e il suo pieno recupero potrebbe influenzare significativamente le scelte di formazione. La tifoseria ha a lungo auspicato il passaggio a un modulo più offensivo durante la stagione, e finalmente Allegri sembra aver accolto questa richiesta con risultati tangibili.
Guardando alla prossima sfida contro il Napoli, la domanda che circola negli ambienti milanisti è se il tecnico livornese riproporrà immediatamente il 4-3-3 dal primo minuto oppure se lascerà aperta la possibilità di ritornare al 3-5-2. Entrambi i sistemi hanno dimostrato di poter funzionare a seconda del contesto e dell'avversario, ma la recente prestazione contro il Torino ha evidenziato i vantaggi di una maggiore solidità difensiva abbinata a una fluidità offensiva superiore. Allegri avrà due settimane per valutare le condizioni fisiche della squadra e prendere la decisione più opportuna per affrontare una delle rivali più forti del campionato.