La Uefa ha inflitto pesanti sanzioni al Benfica in seguito agli episodi di razzismo che hanno caratterizzato lo scontro di Champions League disputato lo scorso 17 febbraio tra i portoghesi e il Real Madrid, valido per l'andata degli spareggi verso gli ottavi di finale. I tifosi della squadra di Lisbona si sono macchiati di gravi comportamenti discriminatori nei confronti dell'esterno brasiliano Vinicius Jr, il quale aveva segnato durante l'incontro.

La punizione principale prevede la chiusura parziale dello stadio da Luz, misura però sospesa per un periodo di dodici mesi. Questo significa che il provvedimento entrerà concretamente in vigore qualora si verificassero nuovi episodi di discriminazione da parte del pubblico portoghese nei prossimi dodici mesi. A questa sanzione si aggiungono tre distinte multe economiche: quarantamila euro per gli insulti razzisti, venticinquemila euro per il lancio di oggetti sul terreno di gioco e ulteriori ottomila euro per l'utilizzo di laser puntati verso il rettangolo verde.

Dallo stesso episodio emerge anche un'altra questione delicata: Vinicius Jr ha accusato l'attaccante argentino Gianluca Prestianni di avergli rivolto insulti a sfondo razziale direttamente durante la partita. Per questo motivo, Prestianni è stato sospeso in via cautelativa dalla gara di ritorno, mentre l'indagine avviata dall'organo disciplinare europeo prosegue ancora, con esito al momento non comunicato ufficialmente.

L'episodio rappresenta l'ennesimo capitolo di una problematica ricorrente nel calcio europeo, quella del razzismo negli stadi. La decisione della Uefa, pur significativa dal punto di vista economico e organizzativo, riflette il tentativo della federazione di contrastare comportamenti che continuano a macchiare l'immagine dello sport e a colpire personalmente i calciatori interessati.