I Ray-Ban Meta con schermo integrato, lanciati negli Stati Uniti lo scorso settembre a 799 dollari e già disponibili per l'acquisto da ottobre, non approderanno nel breve periodo nei mercati europei. Meta si trova di fronte a una combinazione di ostacoli che va oltre i semplici aspetti commerciali: difficoltà di approvvigionamento, limitazioni alle funzionalità di intelligenza artificiale e, soprattutto, una normativa sulle batterie che si scontra frontalmente con la filosofia progettuale del dispositivo.
Secondo le informazioni raccolte da Bloomberg, il principale nemico di Meta in Europa è il nuovo Regolamento UE sulle batterie approvato nel 2023 e che diventerà pienamente operativo nel 2027. Questa normativa impone ai produttori di dispositivi indossabili, inclusi smartphone, tablet e wearable, di rendere le batterie rimovibili dagli utenti senza necessità di attrezzi specializzati. La ratio della legge è chiara e lodevole: dispositivi che mantengono più a lungo le loro batterie vivono più a lungo, generano meno rifiuti elettronici e non costringono il consumatore a buttare via il prodotto intero quando la cella perde efficienza.
Il problema emerge quando si prova ad applicare questo vincolo a un paio di occhiali intelligenti. L'intera struttura dei Ray-Ban Meta deve contenere circuiteria sofisticata mantenendo un peso compreso tra 50 e 60 grammi, senza compromettere l'estetica che rappresenta il principale punto di forza commerciale del prodotto: sembrano occhiali normali. Aggiungere uno sportellino per accedere alla batteria significherebbe sacrificare spazio prezioso per l'accumulo energetico e, inevitabilmente, rovinare il design minimale che cattura i consumatori. È uno scontro diretto tra sostenibilità ambientale e praticabilità tecnica.
La questione ha raggiunto livelli diplomatici di rilievo. Andrew Puzder, ambasciatore degli Stati Uniti presso l'Unione Europea, ha sollevato pubblicamente il caso durante un evento recente, utilizzando proprio i Ray-Ban Meta come simbolo delle tensioni normative tra i due blocchi commerciali. "Esiste un solo posto al mondo dove non puoi vendere questi occhiali? L'Unione Europea", ha dichiarato Puzder, sottolineando come una normativa pensata per bene finisce per creare effetti indesiderati su categorie di prodotti che richiedono approcci diversi.
Il paradosso della situazione emerge con chiarezza quando si nota come auricolari wireless e smartphone rimangono esenti da questi vincoli, nonostante contengano batterie altrettanto critiche per il funzionamento. Meta si ritrova quindi in una posizione difficile: o sviluppa un nuovo design che incorpori batterie facilmente estraibili mantenendo l'eleganza del prodotto, o rinuncia temporaneamente al mercato europeo, uno dei più importanti al mondo per l'industria tecnologica. Nel frattempo, l'azienda continua a raccogliere dati di vendita e feedback dagli utenti americani, aspettando che Bruxelles trovi una soluzione che concili sostenibilità ambientale e innovazione tecnologica.