Credit Agricole non ha alcuna intenzione di promuovere un'offerta pubblica di acquisto su Banco Bpm. La rassicurazione arriva direttamente da Jérôme Grivet, viceamministratore delegato della Banque Verte, che ha illustrato la posizione del gruppo francese nel corso di un'audizione tenuta presso la commissione d'inchiesta sulle banche del Senato italiano.

Il dirigente ha voluto chiarire un aspetto cruciale della situazione patrimoniale, precisando quale sia il reale margine di manovra dell'istituto. La Banca centrale europea ha infatti concesso a Credit Agricole il via libera per incrementare la propria quota azionaria in Banco Bpm superando la soglia del 20%, fino a raggiungere un massimo del 30% di partecipazione.

Tuttavia, come ha sottolineato Grivet con particolare enfasi, la normativa bancaria italiana introduce un vincolo importante: qualora la percentuale di possesso oltrepassasse il 25%, scatterebbe automaticamente l'obbligo di presentare un'offerta pubblica di acquisto su tutti i titoli in circolazione. Una clausola che il gruppo francese non intende attivare, almeno secondo le dichiarazioni odierne.

"Voglio essere perfettamente esplicito su questo punto", ha rimarcato il viceamministratore delegato, «questa non rappresenta in alcun modo la nostra strategia». La dichiarazione suggella una posizione difensiva e moderatrice da parte di Credit Agricole, che evidentemente punta a mantenere la propria esposizione entro limiti contenuti senza provocare turbolenze nel mercato finanziario italiano.