La Commissione europea ha dato il via a un'indagine formale nei confronti di Snapchat per accertare se la piattaforma di messaggistica rispetti adeguatamente gli standard di sicurezza, riservatezza e protezione dei giovani utenti previsti dal Digital Services Act. L'esecutivo comunitario sospetta che il social network possa aver infranto la normativa europea esponendo i minori a rischi concreti: dalle tentazioni di grooming al reclutamento per attività criminali, fino alla promozione di beni vietati come stupefacenti, sigarette elettroniche e bevande alcoliche.

L'indagine si articola su cinque filoni principali. Il primo riguarda i meccanismi di verifica dell'età, ritenuti insufficienti: il sistema attuale di autodichiarazione non impedirebbe l'accesso a chi ha meno di 13 anni e non garantirebbe un controllo affidabile per gli under 17. Questo crea spazi vuoti che malintenzionati potrebbero sfruttare fingendosi minori o modificando il proprio profilo in un secondo momento. Il secondo aspetto indagato concerne le difese contro lo sfruttamento sessuale e il reclutamento criminale, sospettate di essere inadeguate.

Sotto la lente della Commissione finiscono anche le impostazioni predefinite di Snapchat, in particolare la funzione "Trova amici" e le notifiche push attive per impostazione, che non offrirebbero salvaguardie sufficienti per i giovani. Il quarto filone esaminerà l'efficacia dei sistemi di moderazione dei contenuti nel contrastare la diffusione di informazioni relative a prodotti illegali o vietati ai minori. Infine, Bruxelles analizzerà se i meccanismi per segnalare violazioni siano di difficile utilizzo o ricorrano a cosiddetti "dark pattern" che scoraggino gli utenti dal denunciare illeciti.

L'apertura del procedimento formale consente alla Commissione di dispiegare misure coercitive più incisive, incluse sanzioni temporanee, e di negoziare con Snapchat possibili rimedi ai problemi identificati. Parallelamente, l'indagine assorbirà un procedimento già avviato nel 2025 dalle autorità olandesi per i servizi digitali contro la piattaforma, riguardante la vendita di sigarette elettroniche ai minori. Amsterdam continuerà a fornire supporto investigativo a Bruxelles.

Questa mossa rappresenta un capitolo ulteriore della stretta normativa dell'Unione europea sui giganti tech, volta a tutelare gli under 18 in un ecosistema digitale sempre più complesso e pericoloso. Le conclusioni dell'indagine potrebbero tradursi in sanzioni sostanziose e obblighi strutturali per Snapchat, con ricadute potenziali su altre piattaforme di social media.