Un'operazione coordinata dalle autorità di protezione dei consumatori europee ha acceso i riflettori su comportamenti scorretti molto comuni durante i principali eventi di vendita online come il Black Friday e il Cyber Monday. La Commissione europea e le autorità di 23 Stati membri, tra cui l'Italia, hanno sottoposto a verifica 314 operatori digitali, scoprendo un quadro preoccupante di violazioni ai danni degli acquirenti.
Secondo i risultati dell'indagine, il 30% dei siti controllati pratica strategie ingannevoli nel comunicare gli sconti ai clienti. Si tratta di un fenomeno diffuso che va dalla presentazione fuorviante delle riduzioni di prezzo a tecniche più sofisticate e subdole per spingere il consumatore verso l'acquisto. Le irregolarità riscontrate vanno ben oltre la semplice comunicazione scorretta degli sconti.
Tra le pratiche illegittime più comuni emerge il tentativo di aggiungere prodotti facoltativi al carrello degli utenti: il 36% dei negozi online esaminati lo ha fatto, e di questi il 40% non ha nemmeno richiesto un consenso esplicito prima di procedere. Altrettanto problematico è il ricorso a confronti di prezzo fuorvianti: il 34% delle piattaforme ha utilizzato questo strumento, ma sei su dieci non hanno chiarito adeguatamente quale fosse il parametro di riferimento per il confronto.
L'indagine ha rilevato anche l'uso di tattiche psicologiche aggressive: il 18% dei siti ha impiegato messaggi di urgenza fittizi, affermando che i prodotti stavano per esaurirsi oppure utilizzando timer in conto alla rovescia per indurre decisioni affrettate. A ciò si aggiunge il cosiddetto "drip pricing", pratica scorretta adottata dal 10% degli operatori, che consiste nell'aggiungere costi imprevisti come spese di spedizione o di gestione solo al termine del processo di acquisto, quando il consumatore ha già investito tempo e ha minore propensione ad abbandonare l'acquisto.
I risultati dell'operazione europea sollevano interrogativi seri sulla trasparenza del commercio elettronico e sulla tutela effettiva dei diritti dei consumatori durante i momenti di massima affluenza dello shopping online. Le autorità competenti stanno valutando provvedimenti per contrastare queste pratiche sistemiche e garantire una maggiore correttezza nelle comunicazioni commerciali.