Kimi Antonelli arriva a Suzuka con il cuore ancora pieno dell'emozione della sua impresa in Cina, dove ha firmato la prima vittoria in Formula 1 per un italiano negli ultimi due decenni. Ma ciò che continua a risuonare nella mente del diciannovenne della Mercedes non è solo il trionfo personale: sono le parole di Jannik Sinner, arrivate subito dopo il successo dello stesso weekend. Il campione tennistico italiano, vincitore a Indian Wells, ha infatti deciso di dedicargli pubblicamente i suoi complimenti, un gesto che ha sorpreso e profondamente commosso il giovane pilota.

«I messaggi che mi hanno toccato maggiormente sono stati proprio quelli di Jannik, per la sincerità con cui me li ha rivolti», ha confessato Antonelli in pista a Suzuka, ripensando a quei momenti indimenticabili. Quando è atterrato a Bologna proveniente da Shanghai, il pilota aveva già colto l'occasione per ringraziare personalmente il fuoriclasse del tennis, ma ora torna su quel ricordo con gratitudine rinnovata. Quelle parole di stima tra due campioni italiani di sport diversi rappresentano qualcosa che va oltre il semplice riconoscimento sportivo.

Ciò che sorprende, però, è che Antonelli non ha potuto davvero assaporare il momento della vittoria come avrebbe meritato. Già martedì successivo alla gara cinese si trovava al simulatore della Mercedes presso la sede britannica, immerso nel lavoro tecnico in preparazione alle sfide future. Una scelta professionale che, paradossalmente, lo motiva ancor più a realizzare qualcosa di straordinario qui in Giappone.

«Non ho potuto celebrare come avrei voluto subito dopo il successo a Shanghai», ha spiegato il driver alle telecamere di Sky Sport, «per questo motivo ho ancora più fame di fare bene qui a Suzuka. Se dovessi riuscire a ottenere un altro grande risultato, almeno avrei la pausa per godermi davvero il momento». L'obiettivo è chiaro: ripetere l'impresa che lo ha reso leggendario, conquistandosi il diritto di festeggiare senza fretta prima della sosta stagionale.