Una scoperta affascinante riemerge dalle fondamenta di una chiesa nei Paesi Bassi. A febbraio, il crollo del pavimento della chiesa di Wolder, vicino a Maastricht, ha portato alla luce uno scheletro che potrebbe finalmente risolvere il mistero secolare sulla sepoltura di d'Artagnan. Lo scheletro presenta ancora tracce di un proiettile di moschetto conficcato al petto e una moneta francese, dettagli che collimano perfettamente con la storia del celebre militare francese.
Charles de Batz de Castelmore, conosciuto come d'Artagnan, era il capo della guardia personale del re Sole Luigi XIV. Uomo di fiducia assoluta del sovrano, coordina operazioni segrete, missioni di spionaggio e la protezione del monarca. Il 25 giugno 1673, durante l'assedio francese di Maastricht, venne colpito da un colpo d'arma da fuoco mentre guidava i suoi uomini in battaglia. Il re, appresa la notizia della sua morte, confessò alla regina Maria Teresa d'Austria: "Ho perso d'Artagnan, nel quale riposi una fiducia senza limiti e che era in grado di compiere l'impossibile".
La storica francese Odile Bordaz aveva elaborato una teoria già nel 2008: d'Artagnan poteva essere stato sepolto frettolosamente nella cappella adiacente al campo militare francese, com'era consueto in tempo di guerra. La sepoltura non risultava negli archivi ecclesiastici, lasciando aperta la questione per secoli. Ora il diacono Jos Valke, intervistato dalla testata olandese L1Nieuws, ha evidenziato un dettaglio cruciale: "Il corpo giaceva esattamente dove si trovava l'altare, luogo riservato esclusivamente a reali e personaggi di alto rango".
Gli elementi rinvenuti sono promettenti: oltre al proiettile ancora conficcato nello scheletro e alla moneta francese d'epoca, i ricercatori hanno prelevato campioni di materiale genetico dai denti per il confronto con il Dna di un discendente della famiglia De Batz. Se la prova biologica confermasse l'identità, si concluderebbe uno dei misteri più affascinanti della storia francese.
Curiosamente, d'Artagnan è rimasto sconosciuto ai più fino al 1844, anno in cui Alexandre Dumas pubblicò "I tre moschettieri". Il romanzo, sebbene poco fedele alla realtà storica, trasformò il militare seicentesco in una leggenda mondiale, relegandolo al ruolo di quarto componente della celebre banda insieme a Aramis, Porthos e Athos. Oggi a Maastricht una statua lo ricorda come simbolo eterno di coraggio e lealtà, valori che il vero d'Artagnan incarnò nella sua vita di servitore del re.