L'Europarlamento ha ratificato stamattina l'intesa commerciale Ue-Usa sui dazi, anche se la votazione ha evidenziato profonde fratture politiche su più fronti. Il testo ha ottenuto l'approvazione di una maggioranza solida grazie al sostegno trasversale del Partito popolare europeo, dei Socialdemocratici e dei Liberali, ai quali si sono aggiunti i Conservatori dell'Ecr. Una coalizione ampia che ha garantito il passaggio della misura nonostante le resistenze.

A sorpresa, tanto la sinistra quanto i sovranisti si sono opposti, seppur per motivazioni diametralmente opposte. La componente progressista ha mantenuto una posizione unitaria contro l'accordo, considerato lesivo per i diritti dei lavoratori e l'ambiente. Tra i Patrioti, il gruppo guidato dal francese Jordan Bardella, la situazione è risultata più frammentaria: sebbene la linea ufficiale fosse il rifiuto, diversi deputati hanno scelto di votare a favore, creando crepe nella coesione del blocco sovranista.

I Verdi europei hanno confermato la loro tradizionale divisione interna, spezzandosi tra chi ha appoggiato e chi ha respinto l'intesa. Una spaccatura che riflette il dibattito complesso all'interno dell'ambientalismo rispetto alle questioni commerciali globali.

Sul piano italiano, l'accordo ha raccolto il consenso dei tre principali schieramenti pro-europeisti: Fratelli d'Italia, Forza Italia e il Partito democratico, ai quali si è aggiunta la deputata liberale Elisabetta Gualmini, già militante dem. All'opposto, Lega, Movimento 5 Stelle e l'alleanza Verdi-Sinistra hanno votato contro. Roberto Vannacci, a capo di Futuro Nazionale, ha scelto di astenersi, ulteriore segno di una destra italiana sempre più differenziata nelle posizioni sulla politica estera e commerciale dell'Ue.

L'approvazione rappresenta una vittoria per l'asse europeista tradizionale, ma le divergenze emerse suggeriscono crescenti tensioni ideologiche intorno alla strategia commerciale dell'Unione nei confronti degli Stati Uniti, in un contesto internazionale sempre più complesso e competitivo.