Il Friuli-Venezia Giulia si prepara a una trasformazione degli spazi sportivi pubblici. Sport Illumina, il programma nazionale di riqualificazione, arriverà nelle città di Trieste e Pordenone con due nuovi interventi che modificheranno il volto dello sport regionale. I cantieri inizieranno a metà maggio e saranno completati entro il 15 luglio, secondo le previsioni comunicate durante l'evento Sport in Regione, dedicato alle opportunità e ai finanziamenti per lo sviluppo sportivo territoriale.
Diego Nepi Molineris, amministratore delegato di Sport e Salute, ha sottolineato la solidità del sistema sportivo friulano, che conta oltre duemilacento impianti con un tasso di utilizzo superiore alla media nazionale. Un patrimonio importante, ma che necessita di interventi strategici per mantenersi competitivo e moderno. "La vera sfida oggi non è garantire più strutture, ma renderle davvero fruibili da tutti", ha spiegato Nepi Molineris, evidenziando come lo sport debba liberarsi da tre ostacoli fondamentali: quelli economici, quelli legati agli orari di apertura e quelli legati al talento.
Sport Illumina punta direttamente a questa missione creando aree sportive aperte, completamente gratuite e sempre accessibili al pubblico. Si tratta di spazi pensati per rispondere a una domanda concreta: quella di chi vuole praticare sport nel quotidiano, senza complicazioni. Nella regione, dove operano oltre duemilaseicento società sportive, il progetto rappresenta un cambio di paradigma: non si tratta solo di moltiplicare l'offerta, ma di eliminarla ogni barriera che impedisce l'utilizzo.
L'approccio di Sport Illumina è ambizioso e semplice al contempo. Il programma riqualifica zone urbane spesso degradate, restituendole alle comunità locali come luoghi vivi e inclusivi. Questi spazi diventano punti di incontro dove generazioni diverse possono condividere esperienze sportive comuni. "Lo sport dev'essere un'infrastruttura sociale vera e propria", ha ribadito Nepi Molineris, mettendo le persone al centro di una strategia che mira a demolire ogni tipo di barriera e a riportare lo sport dove appartiene: negli spazi pubblici, accessibili e senza discriminazioni.