Nicola Zingaretti, capodelegazione del Partito Democratico nell'assemblea europea, commenta positivamente la contrarietà espressa da Attilio Fontana, governatore della Lombardia, riguardo alle scelte compiute dalle istituzioni europee di concentrare il controllo dei fondi della coesione a livello centrale, limitando così l'autonomia di regioni e territori nell'utilizzo delle risorse comunitarie.
«Constatiamo con soddisfazione che persino i presidenti regionali di orientamento conservatore si oppongono a questo indirizzo», dichiara Zingaretti, evidenziando come la questione vada oltre le tradizionali divisioni politiche. La critica del governatore lombardo rappresenterebbe dunque un elemento di convergenza trasversale intorno a una battaglia che vede mobilitate diverse aree dello schieramento politico italiano.
Secondo l'esponente dem, il Quadro Finanziario Pluriennale presentato congiuntamente da Consiglio e Commissione europea presenterebbe difetti strutturali significativi. Zingaretti lo definisce «uno strumento che non guarda al domani e che concentra nelle mani dell'esecutivo europeo competenze tradizionalmente gestite dai livelli territoriali». Una scelta che, a suo avviso, rappresenterebbe una centralizzazione eccessiva delle decisioni in materia di politiche di sviluppo.
Il democratico ricorda come il Pd e il gruppo dei Socialisti europei conducano questa battaglia fin dall'inizio dei negoziati. Tuttavia, sottolinea come sia necessario tradurre le dichiarazioni di principio in azioni concrete. «Adesso occorre passare dalle parole ai fatti», precisa Zingaretti, invitando alla coerenza tutti coloro che si dichiarano contrari al progetto.
Lo scenario rimane aperto: il Qfp continua ad essere oggetto di contestazione da più fronti, e secondo Zingaretti la strada maestra passa per una modifica sostanziale oppure per il rigetto complessivo della proposta così come attualmente formulata da Bruxelles.