La Commissione europea ha concluso i risultati preliminari di un'inchiesta avviata lo scorso maggio e ha formulato accuse pesanti contro quattro tra i principali siti di contenuti per adulti. Pornhub, Stripchat, XNXX e XVideos non dispongono di sistemi adeguati per verificare l'età degli utenti e impedire ai minori l'accesso a materiale pornografico. La scoperta rappresenta una violazione significativa delle norme europee sulla protezione dei giovani in rete, in particolare del Digital Services Act.

Secondo l'indagine, il problema principale riguarda la semplicità con cui chiunque può accedere a queste piattaforme. I siti richiedono formalmente di avere almeno 18 anni, ma consentono agli utenti di certificarsi autonomamente tramite autodichiarazione. Un meccanismo evidentemente inefficace che la Commissione ritiene insufficiente. Anche le misure alternative adottate dalle piattaforme – come sfocature sulle immagini, avvisi di contenuto esplicito e etichette di avvertimento – non riescono a bloccare effettivamente l'accesso ai minori. Per risolvere il problema, la stessa Commissione sta sviluppando un'applicazione dedicata che dovrebbe diventare lo standard di riferimento europeo. Alcuni Paesi, tra cui l'Italia, stanno già testando questa soluzione.

Un secondo elemento critico emerso dall'istruttoria riguarda la valutazione dei rischi. Le quattro piattaforme non hanno effettuato un'analisi sufficientemente approfondita dei pericoli cui sono esposti i minori che riescono ad accedere ai loro servizi. Quando alcune valutazioni sono state condotte, hanno privilegiato considerazioni economiche – come la reputazione aziendale – tralasciando invece i danni sociali e psicologici per i giovani utenti. Inoltre, gestori come Stripchat, XVideos e XNXX hanno ignorato i contributi di organizzazioni per i diritti dell'infanzia e gli esperti di sistemi di verifica dell'età.

Il procedimento verso queste piattaforme si inserisce in un quadro più ampio di controlli europei sulla conformità al Digital Services Act. La Commissione ha infatti aperto contemporaneamente un'indagine anche su Snapchat. Le quattro società hanno ora tempo per esaminare le accuse, presentare le proprie controreplica e mettere in campo le misure correttive richieste. Il mancato adeguamento potrebbe esporre i gestori a sanzioni significative. In Italia, Pornhub aveva l'obbligo di implementare verifiche di età dal 1° febbraio, ma ha ottenuto una sospensione dal Tribunale amministrativo regionale.