La sfida alla guida autonoma arriva dalla Cina con ZYT, realtà nata come divisione di DJI, il colosso mondiale dei droni. L'azienda sostiene di aver sviluppato un algoritmo di intelligenza artificiale in grado di guidare in modo più sicuro e consapevole rispetto a un conducente umano. Shen Shaojie, amministratore delegato di ZYT, ha dichiarato a Reuters che il sistema "guida già meglio di me", persino nelle situazioni più critiche come le strade congestionate di Shenzhen o le zone scolastiche dove i bambini attraversano improvvisamente.

Ciò che distingue l'approccio di ZYT dalla concorrenza è il suo rifiuto di affidarsi esclusivamente a sensori e moduli specifici per riconoscere semafori e pedoni. Secondo Shaojie, il modello possiede una vera capacità di ragionamento autonomo: "il sistema pensa da solo". L'algoritmo è stato istruito attraverso milioni di video raccolti da droni, robot terrestri e perfino aspirapolvere intelligenti – qualsiasi dispositivo dotato di telecamera. Questa strategia di raccolta dati diffusa ha permesso di creare un'intelligenza artificiale generalista, capace di adattarsi a scenari imprevisti.

Prima di conquistare il mercato automobilistico civile, ZYT punta deciso sul segmento dei camion commerciali, ritenendolo più remunerativo e ricettivo. L'azienda ha già siglato accordi con cinque dei sei principali costruttori di veicoli pesanti cinesi, che controllano il 98% del mercato nazionale. In questo settore, la promessa di risparmi carburante dal 1 al 5% rappresenta un incentivo concreto per l'adozione della tecnologia. Tra i partner internazionali figura Volkswagen, che collabora con ZYT per sviluppi futuri orientati ai veicoli passeggeri.

Nonostante gli annunci ottimisti, la tecnologia presenta ancora limitazioni significative. Il modello richiede elevate capacità di elaborazione computazionale e non è ancora disponibile per automobili passeggeri. ZYT sta sviluppando chip proprietari più economici per democratizzare l'accesso alla piattaforma, ma il lancio sul mercato non è previsto prima del 2027. L'azienda presenterà una dimostrazione completa del sistema durante il Salone internazionale dell'automobile di Pechino ad aprile, occasione che permetterà di valutare concretamente le promesse fatte dai dirigenti.