Poste Italiane continua a consolidare la sua presenza nel digitale italiano. Il sito poste.it ha raggiunto un traguardo prestigioso entrando nella Top 10 dei portali più visitati nel nostro paese, posizionandosi all'ottava posizione secondo l'ultima misurazione di Audiweb. Con 27 milioni di utenti unici, il servizio si affianca ai soli due altri siti editoriali italiani presenti nelle prime dieci posizioni: Repubblica e Corriere della Sera. Intorno completano la classifica i giganti internazionali come Google, YouTube, Facebook, Instagram e TikTok.

Il merito principale va attribuito all'investimento in mobile-first che ha caratterizzato il recente restyling del portale. Gli ultimi dati dimostrano che quasi l'80% del traffico complessivo proviene da smartphone e tablet, segno inequivocabile di come gli italiani interagiscono con i servizi postali attraverso dispositivi portatili. Questa transizione digitale ha permesso a poste.it di ottimizzare l'esperienza utente, rendendo la navigazione più fluida e intuitiva su schermi di piccole dimensioni.

Parallela al successo del sito web è la performance della Super App di Poste Italiane, che ha raggiunto un'utenza particolarmente sorprendente tra gli over 80, con oltre 300mila download in questa fascia d'età. Un risultato non scontato considerando le difficoltà storiche nel raggiungere i segmenti demografici più anziani con strumenti tecnologici innovativi. L'applicazione integra diversi servizi postali in un'unica piattaforma, facilitando l'accesso a molteplici funzioni senza necessità di spostarsi tra multiple soluzioni.

Aspetto rilevante del progetto strategico aziendale è la dichiarazione ufficiale di Poste Italiane di voler acquisire il gruppo TIM per circa 10,8 miliardi di euro. Qualora l'operazione andasse a buon fine, il marchio TIM rimarrebbe indipendente, ma i relativi servizi verrebbero assorbiti all'interno della piattaforma postale, creando un ecosistema ancora più completo. Nel frattempo, il gruppo ha acceso i riflettori con una decisione che ha generato critiche: la trasformazione in servizio a pagamento dello SPID PosteID dal 2026 in avanti, dopo il primo anno gratuito. Considerato che PosteID è il gestore d'identità digitale scelto da oltre 30 milioni di italiani, la monetizzazione potrebbe generare circa 180 milioni di euro annuali.