Le applicazioni di messaggistica istantanea sono diventate il terreno di caccia preferito dai truffatori. Secondo il Consumer Security and Financial Crime Report di Revolut, la fintech con oltre 50 milioni di clienti nel mondo, WhatsApp registra il 21% delle frodi online, superata solo da Facebook che tocca il 28%. L'app di Meta rappresenta dunque una porta d'accesso privilegiata per chi intende raggirare gli utenti italiani e internazionali, sfruttando la fiducia e la semplicità della piattaforma.
Uno dei raggiri più diffusi è la cosiddetta "truffa della ballerina". Il meccanismo è collaudato: ricevete un messaggio da qualcuno che ritenete di conoscere, un contatto presente in rubrica, che vi chiede di votare la sua bambina in un concorso di danza. Insieme al messaggio arriva una foto della giovane e un link verso una pagina di votazione, accompagnato da promesse di borse di studio importanti. Quello che sembra un gesto di solidarietà nasconde però una trappola ben organizzata. Il collegamento rimanda a un sito fasullo che richiede il vostro numero di telefono e un codice ricevuto via sms. Non appena immettete questi dati, secondo quanto segnalato dalla Polizia di Stato, i malfattori acquisiscono il controllo totale del vostro account WhatsApp. A quel punto inizia il secondo step della frode: vi trovate bloccati fuori dal vostro profilo mentre gli autori del raggiro contattano sistematicamente i vostri familiari e amici, simulando emergenze e chiedendo denaro in modo urgente. Il tutto avviene in pochi minuti, lasciandovi completamente impossibilitati a intercettare le comunicazioni fraudolente.
Altrettanto insidioso è il raggiro del dentista, che negli ultimi tempi sta proliferando tra gli utenti nostrani. Ricevete un messaggio da chi pensate sia un amico o un conoscente: "Ciao, potresti prestarmi 1010 euro? Devo pagare subito il dentista e ho problemi con la mia carta. Te li restituisco stasera". Ancora una volta, dietro a questo messaggio si cela un furto d'account. I criminali hanno già preso possesso del profilo WhatsApp della vostra "conoscenza" e la utilizzano come megafono per raggirare chiunque sia nella rubrica, sfruttando l'apparente urgenza della richiesta e la psicologia della reciprocità tra amici.
Il denominatore comune di questi raggiri è il metodo di accesso agli account: il furto del numero di telefono e del codice di verifica via sms. Una volta in possesso di questi elementi, gli autori della frode bypassano completamente la sicurezza di WhatsApp e agiscono indisturbati. Per proteggervi, la Polizia di Stato e gli esperti di cybersicurezza consigliano di non cliccare mai su link sospetti, di verificare sempre l'identità di chi vi contatta e di non condividere mai codici sms o dati personali con sconosciuti, nemmeno se la richiesta proviene da contatti apparentemente noti. Un ulteriore livello di protezione consiste nell'abilitare l'autenticazione a due fattori su WhatsApp e nel mantenersi costantemente aggiornati sulle nuove modalità di frode circolanti online.