Il Parlamento europeo alza la voce sulla questione dei dazi commerciali tra l'Unione e gli Stati Uniti. Attraverso il voto in plenaria di oggi, l'assemblea legislativa ha tracciato un orientamento netto rivolto alla Commissione europea in merito all'accordo commerciale stipulato dal presidente americano Donald Trump in Scozia. L'intesa, secondo le valutazioni dell'istituzione, comporta un costo annuale per l'Europa pari a 4 miliardi di euro.

Camilla Laureti, deputata europea del Partito Democratico, ha commentato il risultato del voto sottolineando l'importanza strategica dell'intervento parlamentare. "Il Parlamento europeo continua a rappresentare un motore fondamentale per difendere gli interessi concreti dei cittadini europei. La votazione odierna invia un messaggio chiaro e inequivocabile all'esecutivo comunitario: occorre affrontare questo accordo commerciale con massima cautela e consapevolezza dei rischi economici".

La deputata dem ha evidenziato la necessità di inserire vincoli e limitazioni nell'intesa, soprattutto considerando la storia di comportamenti imprendibili da parte della Casa Bianca e la recente sentenza della Corte Suprema americana che ha dichiarato illegittime alcune misure tariffarie. "Abbiamo presentato emendamenti specifici che garantiscano protezione concreta al settore manifatturiero europeo e alla nostra base produttiva", ha precisato Laureti.

La posizione del Parlamento riflette una preoccupazione diffusa tra le forze pro-Europa: la Commissione non può muoversi con pieni poteri nella negoziazione dell'accordo senza paletti precisi. "Non possiamo affidare carte bianche agli organi esecutivi dell'Ue quando in gioco c'è la sopravvivenza di interi comparti industriali e agricoli europei", ha concluso l'eurodeputata, tracciando così una linea rossa che il governo comunitario non dovrebbe oltrepassare nelle trattative con Washington.