Le Forze di Difesa israeliane hanno condotto un'operazione di precisione contro la Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, eliminando il suo comandante supremo, Alireza Tangsiri, insieme a altri ufficiali di alto rango durante un meeting nella città costiera di Bandar Abbas. L'annuncio è arrivato dal ministro della Difesa israeliano Israel Katz attraverso un videomessaggio ufficiale, nel quale ha sottolineato il carattere letale e mirato dell'intervento. Nello stesso attacco dell'aviazione israeliana ha perso la vita anche Benham Razaei, responsabile della divisione intelligence del comando navale iraniano.

Tangsiri rappresentava una figura cruciale nel dispositivo militare di Teheran. Dal 2018, quando la Guida suprema Ali Khamenei lo aveva promosso a capo della Marina dei pasdaran, controllava direttamente le operazioni nello Stretto di Hormuz, il corridoio marittimo strategico attraverso il quale transita gran parte del petrolio mondiale. Nato nel 1962 nella provincia di Bushehr, aveva combattuto nella guerra Iran-Iraq e costruito una reputazione di comandante aggressivo, caratterizzato da una tattica marittima offensiva e da dichiarate ostilità verso gli Stati Uniti e i loro alleati regionali.

L'ammiraglio era inoltre l'architetto delle basi sotterranee fortificate lungo le coste del Golfo Persico e del Mare dell'Oman, infrastrutture capaci di contenere centinaia di missili da crociera e navi d'assalto. Lo scorso anno aveva partecipato all'inaugurazione di una di queste strutture insieme al precedente capo dei pasdaran Hosseini Salami. Il governo americano lo aveva inserito nella lista dei terroristi globali nel 2019 e lo aveva sottoposto a ulteriori sanzioni nel 2024 in relazione al suo ruolo in una società militare iraniana specializzata in droni.

Negli ultimi mesi, Tangsiri aveva minacciato e successivamente annunciato il blocco dello Stretto di Hormuz, promettendo il passaggio alle sole navi provenienti da paesi che definiva "non ostili". Tale dichiarazione aveva suscitato allarme internazionale data l'importanza geopolitica dello stretto. I suoi post sui social media continuavano a confermare una posizione bellicosa nei confronti di qualsiasi navigazione non autorizzata nella zona.

Il ministro Katz ha dichiarato che l'operazione testimonia l'impegno israeliano nel perseguire sistematicamente i vertici delle Guardie Rivoluzionarie, mentre il primo ministro Benjamin Netanyahu ha enfatizzato come Tangsiri fosse "responsabile diretto del terrore marittimo" e della strategia di chiusura dello stretto. L'uccisione rappresenta un ulteriore indebolimento della struttura di comando iraniana in un conflitto che ha già visto cadere altre figure centrali del regime negli ultimi giorni.