Una scoperta destinata a riscrivere i capitoli fondamentali della storia evolutiva dei primati arriva dal deserto egiziano. Nel Sinai, un team di ricercatori guidato da Shorouq Al-Ashqar dell'Università di Mansoura ha individuato i resti fossili di una specie completamente nuova, battezzata Masripithecus, risalente a 18 milioni di anni fa. Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Science, mette in discussione decenni di certezze scientifiche sulle origini degli ominoidi e dei loro discendenti, tracciando una strada completamente diversa da quella finora tracciata dagli esperti.

Finora, la comunità scientifica internazionale aveva localizzato il luogo di nascita dei primi ominoidi nella cosiddetta Africa orientale, principalmente tra i territori dell'Etiopia e del Kenya. Le evidenze emerse dall'analisi di Masripithecus propongono invece uno scenario completamente differente: questi antenati avrebbero potuto svilupparsi molto più a settentrione, nel territorio dell'odierno Egitto. Tale ipotesi comporterebbe una revisione sostanziale di tempi e luoghi associati alle fasi iniziali della nostra evoluzione biologica e di quella delle grandi scimmie antropomorfe.

David Alba e Júlia Arias-Martorell, ricercatori dell'Università di Barcellona, hanno commentato i risultati dello studio sulle stesse pagine di Science, affermando che "gli esperti potrebbero aver cercato fino a oggi nel luogo sbagliato i progenitori degli ominoidi contemporanei". Il Masripithecus rappresenta dunque un tassello cruciale del grande puzzle evolutivo che unisce i nostri antenati antichissimi alle scimmie moderne, come scimpanzé e oranghi, fino ai nostri giorni.

I protagonisti della ricerca sottolineano come la comunità scientifica sia stata a lungo condizionata dalle lacune documentali nel registro fossile, con scoperte concentrate esclusivamente in determinate aree geografiche, mentre vaste porzioni del Nord Africa rimangono ancora sostanzialmente inesplorate. Questa limitazione metodologica ha portato a conclusioni che potrebbero essere incomplete o parziali. Le future spedizioni paleontologiche nelle zone ancora non indagate del continente africano potrebbero potenzialmente stravolgere ulteriormente la nostra comprensione di come e dove ebbe inizio il cammino evolutivo dei primati e, di conseguenza, della specie umana stessa.