L'Europarlamento ha dato il via libera al rinvio delle disposizioni più rigorose contenute nell'AI Act, il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale. La decisione è arrivata il 26 marzo 2026 con un ampio consenso in aula: 569 deputati hanno votato a favore della posticipazione, mentre 45 hanno espresso voto contrario e 23 si sono astenuti. Il risultato fotografa una maggioranza compatta a Strasburgo nel supportare questa scelta.
Le norme rinviate riguardano specificamente i sistemi di IA classificati come ad alto rischio, cioè quei software in grado di generare impatti significativi sui diritti e le libertà fondamentali dei cittadini europei. Rientrano in questa categoria applicazioni che operano in ambiti sensibili come il riconoscimento biometrico, la valutazione del merito creditizio, l'automazione dei processi decisionali amministrativi e sanità. Per questi strumenti, l'Unione Europea aveva previsto inizialmente obblighi molto severi di conformità e trasparenza.
Il differimento comporta uno slittamento delle scadenze verso il 2027 e il 2028, concedendo a imprese e amministrazioni pubbliche ulteriori mesi per adeguarsi alla normativa. Secondo quanto comunicato dalle istituzioni europee, questo periodo supplementare mira a facilitare la transizione verso i nuovi standard senza creare shock nei settori interessati. In particolare, aziende e organizzazioni potranno usufruire di più tempo per implementare i meccanismi di audit, documentazione e controllo previsti dall'AI Act.
La decisione del Parlamento riflette una volontà di bilanciamento tra due esigenze contrapposte: da una parte la necessità di proteggere i cittadini dai rischi posti da un'IA sempre più sofisticata, dall'altra quella di non frenare eccessivamente l'innovazione tecnologica europea in un settore dove la competizione globale con Stati Uniti e Asia si fa sempre più serrata. Il rinvio rappresenta un compromesso tra questi due poli, permettendo uno sviluppo più graduale e prevedibile della conformità normativa.