Una giudice federale ha fermato uno dei colpi più pesanti inferto dal Pentagono ad Anthropic. Rita Lin, magistrato della corte federale di San Francisco, ha emesso un'ordinanza preliminare il 26 marzo che sospende la classificazione della società come "rischio per la catena di approvvigionamento". Nelle motivazioni della decisione, Lin ha definito tale designazione "presumibilmente illegittima e arbitraria", sottolineando che il Dipartimento della Difesa non ha fornito giustificazioni legali solide. La magistrato ha inoltre osservato criticamente che le preoccupazioni del governo riguardo alle politiche etiche di Anthropic non costituiscono un fondamento valido per considerare l'azienda un potenziale sabotatore.
Il braccio di ferro tra Washington e Anthropic ha radici profonde. Per anni, il Pentagono ha fatto affidamento su Claude, il sistema di intelligenza artificiale sviluppato da Anthropic, per elaborare documenti classificati e processare informazioni riservate. Lo scorso marzo però, il dipartimento ha interrotto bruscamente questa partnership, accusando l'azienda di inaffidabilità. Al centro della controversia c'è la posizione di Anthropic riguardo all'uso della sua tecnologia: l'azienda ha ripetutamente tentato di imporre vincoli sull'utilizzo di Claude, chiedendo garanzie etiche e limitazioni su specifici campi di applicazione. L'amministrazione ha giudicato questi ostacoli eccessivi e lesivi degli interessi della difesa nazionale.
Per rappresaglia, il governo ha lanciato una serie di provvedimenti devastanti dal punto di vista commerciale. La designazione come rischio per la catena di approvvigionamento rappresenta solo uno di questi, ma è risultato particolarmente dannoso poiché ha scoraggiato altri enti governativi dall'utilizzo dei servizi di Anthropic e ha compromesso la reputazione dell'azienda sul mercato. Di fronte a questa offensiva, Anthropic ha presentato due ricorsi legali, contestando la costituzionalità delle misure. Durante un'udienza il 24 marzo, la giudice Lin aveva già espresso scetticismo nei confronti della condotta governativa, affermando che il Pentagono sembrava aver illegittimamente "paralizzato" e "punito" l'azienda.
Con l'ordinanza di mercoledì, Lin ha stabilito il ripristino dello stato delle cose precedente al 27 febbraio, data in cui il governo aveva avviato le sue direttive restrittive. Tuttavia, la magistrato ha precisato che la sentenza non impedisce alle autorità di intraprendere azioni legittime che erano già in loro potere prima di quella data. Questo vuol dire che il conflitto rimane aperto, sebbene Anthropic abbia ottenuto una respirazione tattica importante. La vittoria legale potrebbe favorire il ritorno di clienti americani che avevano sospeso i rapporti con la società, anche se il panorama rimane incerto finché il Pentagono non avrà esaurito le opzioni di ricorso disponibili.