Bionda, occhi di ghiaccio, uniforme militare impeccabile e un sorriso disarmante. Jessica Foster era diventata l'icona vivente del patriottismo americano contemporaneo, con oltre un milione di seguaci su Instagram che pendevano dalle sue labbra. Appariva in scatti accanto a personalità del calibro di Melania Trump, Volodymyr Zelensky, Lionel Messi e persino Vladimir Putin. I suoi contenuti mescolavano patriottismo, fascino e seduzione militare, la combinazione ideale per conquistare il pubblico dei supporter MAGA. Eppure, come confermato dal Washington Post, Jessica Foster non ha mai respirato. Era pura finzione generata da algoritmi di intelligenza artificiale.

La storia della falsa soldatessa inizia il giorno del Ringraziamento 2025, quando un primo video mostra una giovane in divisa seduta davanti alla bandiera americana che chiede like agli uomini eterosessuali attratti dalle donne militari. Da quel momento è iniziata un'escalation di contenuti che sfruttavano l'estetica militare come leva di seduzione. Gli investigatori hanno però notato rapidamente incongruenze nella narrazione: le uniformi non corrispondevano ai regolamenti, le medaglie appartenevano a corpi militari diversi e incompatibili. L'esercito americano ha confermato ufficialmente che nessun soldato con quel nome è mai stato arruolato nei ranghi delle Forze Armate statunitensi.

La smascheramento è avvenuto grazie al lavoro coordinato di esperti di deepfake e giornalisti investigativi di testate prestigiose come il Washington Post e Fast Company. Quando i reporter hanno contattato il misterioso gestore dell'account per una dichiarazione, il silenzio è stato la sola risposta ricevuta. Poche ore dopo, prima che Instagram chiudesse il profilo per violazione delle norme comunitarie, è apparso un ultimo scatto enigmatico: la soldatessa su una nave da guerra nello Stretto di Hormuz. La successiva rimozione del profilo ha segnato la fine della carriera mediatica di un personaggio che non era mai esistito.

Ciò che rende ancora più preoccupante la vicenda è il modello economico sottostante. L'account reindirizzava sistematicamente il pubblico verso un canale OnlyFans dove venivano monetizzati contenuti esclusivi, in particolare fotografie di piedi. Numerosi utenti pagavano oltre 100 dollari per singoli post, convinti di interagire direttamente con una vera soldatessa. OnlyFans ha successivamente rimosso l'account, affermando che la piattaforma richiede verifiche di identità reale per tutti i creatori di contenuti.

Il caso di Jessica Foster non rappresenta un episodio isolato nel panorama dei social network contemporaneo. Su TikTok, Instagram e X stanno proliferando profili di donne militari, camioniste e agenti di polizia dichiaratamente simpatizzanti Trump, tutti generati tramite intelligenza artificiale. Questi account condividono una ricetta ricorrente: estetica raffinata e curata, contenuti dal forte carico seduttivo, messaggi ideologici conservatori. Si tratta essenzialmente di propaganda politica distribuita attraverso il volto artificiale di figure che non esistono nel mondo fisico, create appositamente per catturare l'attenzione e influenzare il sentiment di comunità online già predisposte a ricevere determinati messaggi.