La Bosnia ha conquistato il biglietto per la finale playoff dei Mondiali grazie a una prestazione straordinaria di Kerim Alajbegović, il talento classe 2007 che sta catalizzando l'attenzione di mezza Europa. Nel match contro il Galles, il giovane calciatore ha lasciato il segno con un assist preciso per Dzeko e il rigore decisivo dopo i 120 minuti, mandando la selezione balcanica verso lo scontro con l'Italia fissato per il 31 marzo. Un risultato che proietta il teenager austriaco sotto i riflettori internazionali e che lo mette già fra i candidati a sorprese positive di questa fase conclusiva delle qualificazioni.
Nato a Colonia, Alajbegović è di proprietà del Bayer Leverkusen ma sta esprimendo il suo enorme potenziale in prestito al Salisburgo, dove in questa stagione ha collezionato 36 presenze con undici marcature e tre passaggi vincenti. Nonostante l'anagrafe giovane, il ragazzo è già una colonna portante del club austriaco e una mezzala che combina tecnica, visione di gioco e freddezza sotto pressione. I numeri testimoniano la sua maturità calcistica: praticamente sempre in campo da titolare, ha conquistato il ruolo di protagonista indiscusso di una squadra costruita intorno a lui.
Le sue qualità non sono sfuggite ai maggiori club europei. Il Leverkusen ha deciso di riacquistarlo dalla società rossa-bianca sborsando otto milioni di euro, più del quadruplo dei due versati quando lo ha mandato in Austria due anni fa. La quotazione di mercato del giovane esterno offensivo si aggira attualmente intorno ai quindici-venti milioni, con prospettive di ulteriore rivalutazione qualora portasse la Bosnia al prossimo Mondiale. Una traiettoria che testimonia la serietà con cui il panorama calcistico europeo sta seguendo questo talento emergente.
Intervistato dopo la qualificazione, Alajbegović ha dimostrato la sicurezza caratteristica di chi sa di avere qualcosa di speciale. "L'Italia avrà paura di noi", ha dichiarato con tono perentorio. "Non riesco a perdere la voce dall'emozione. Sono orgogliosissimo di questa squadra e sapevo dentro di me che avrei trasformato il rigore e che avremmo fatto festa insieme ai tifosi. Adesso giochiamo davanti al nostro pubblico e gli Azzurri sentiranno la pressione". Parole che rispecchiano la mentalità vincente di un ragazzo che ha già dimostrato di non temere i palcoscenici importanti e che interpreta il calcio moderno con una dose di spavalderia costruttiva.
La finale rappresenta un banco di prova internazionale di altissimo livello per il giovane bosniaco, un'occasione per mettersi in mostra contro una delle nazionali più blasonate del continente. Dall'altra parte, l'Italia di Gattuso dovrà fare i conti con l'entusiasmo di una squadra che ha dimostrato di avere lo spirito e i mezzi tecnici per competere ai massimi livelli. La partita non sarà soltanto una sfida per il Mondiale, ma anche un banco di prova per verificare se il talento di Alajbegović possa già reggere la pressione di una gara decisiva a livello mondiale.