Cesc Fabregas ha ricevuto ieri a Roma il prestigioso premio Bearzot, riconoscimento organizzato da US Acli che celebra i protagonisti del calcio italiano. L'occasione ha offerto lo spagnolo l'opportunità di affrontare le principali questioni che animano il dibattito attorno al Como, la squadra che guida dal 2024 e che sta conducendo una stagione sorprendente in Serie A con ambizioni europee concrete. Nei suoi due anni di permanenza in Italia, Fabregas ha catalizzato l'attenzione per il suo approccio tattico innovativo, marcatamente differente dalle consolidate metodologie del calcio nostrano.

Una delle critiche ricorrenti nei confronti del Como riguarda la scarsissima presenza di giocatori italiani nell'organico, aspetto che ha alimentato discussioni sulla salute generale del vivaio nazionale. Interpellato sulla questione durante l'evento romano, Fabregas ha fornito una prospettiva articolata: nella precedente stagione la rosa comprendeva dieci azzurri, con Goldaniga tra i più utilizzati. Lo spagnolo non nega le polemiche legittime, ma le riconduce al contesto più ampio della mancata qualificazione italiana ai Mondiali, ormai un capitolo drammatico dopo tre assenze consecutive. "Se l'Italia avesse avuto successo, nessuno avrebbe sottolineato questi numeri", ha osservato l'allenatore, aggiungendo che il club sta investendo nella costruzione di un'accademia giovanile per contribuire allo sviluppo dei talenti emergenti.

La conversazione si è poi spostata su una suggestione affascinante circolante negli ambienti calcistici italiani: quella di vedere Fabregas futuro commissario tecnico della Nazionale. Lo spagnolo ha schivato con eleganza questa ipotesi, affermando che un'eventuale avventura sulla panchina azzurra potrebbe materializzarsi soltanto in un momento diverso della sua carriera. "Adesso sono troppo allenatore per sentirmi realizzato lontano dal rettangolo verde quotidiano. Un ruolo da ct in questa fase della mia vita comporterebbe lunghe pause che non sopporterei. Magari quando avrò più anni, chissà", le sue parole.

Più esplicito il sostegno espresso verso il progetto del Como, al quale Fabregas rimane legato con dedizione incrollabile. Nonostante lo scorso anno gli fossero pervenute proposte da club di caratura superiore, ha deliberatamente scelto di proseguire sulla sponda comasca: "Ho comunicato al presidente che desideravo comprendere come operano altre società, ma ho preso coscienza che qui posso costruire qualcosa di straordinario". Lo spagnolo non esclude completamente future sorprese, ma attualmente ritiene improbabile un allontanamento dal progetto lariano, nel quale intende continuare a profondere energie e visione tattica.