Sabato sera Genova è diventata il palcoscenico di uno degli eventi più discussi del mese: il dj set della belga Charlotte de Witte ha trasformato piazza Matteotti in un crocevia di musica, socialità e visibilità internazionale senza precedenti. Diecimila genovesi hanno partecipato in presenza, mentre le riprese della serata hanno raggiunto cifre impressionanti sui social network, con un singolo video pubblicato dalla musicista che conta oltre 1,2 milioni di like su Instagram, una cifra che corrisponde a un bacino potenziale di 35-40 milioni di visualizzazioni. L'effetto moltiplicatore si estende a innumerevoli condivisioni da parte di media internazionali e riviste di settore specializzate, da El Mundo fino alle testate dedicate alla musica elettronica.

L'elemento che ha amplificato ulteriormente l'impatto della serata è diventato inaspettatamente uno scatto fotografico: l'immagine della sindaca Silvia Salis che sorride davanti all'obiettivo con la dj che anima la folla sullo sfondo ha conquistato i social in meno di ventiquattro ore, diventando virale per la somiglianza con il celebre meme della "Disaster Girl". Uno dei fenomeni più iconici di internet, lo scatto è stato condiviso dallo staff della sindaca e ha rapidamente circolato negli ambienti digitali, trasformando un momento amministrativo in un fenomeno di cultura online.

A livello economico e strategico, l'investimento si rivela particolarmente intelligente secondo Lorenzo Garzarelli, consigliere di Avs che ha coordinato il progetto insieme ad Alessandro Orlando e Nicolò Sasso di Ops eventi. Il costo totale dell'operazione è stato contenuto in 140mila euro, traducendosi in circa 7 euro per ogni partecipante presente. Un rapporto costi-benefici notevolmente favorevole se confrontato con precedenti operazioni di promozione territoriale: il mortaio gonfiabile che la Regione aveva fatto navigare sul Tamigi nel 2023 sotto la gestione dell'ex governatore Giovanni Toti aveva comportato una spesa superiore di tre volte, generando però una visibilità internazionale decisamente inferiore e non poca polemica.

L'amministrazione genovese intende fare di questa esperienza un modello replicabile, sottolineando come la convergenza tra cultura musicale, partecipazione civile e strategia comunicativa possa produrre risultati concreti in termini di reputazione e attrazione internazionale della città. Garzarelli ne ha fatto anche una questione di scelte politiche amministrative, utilizzando il successo dell'evento per respingere le critiche ricevute nel corso della programmazione e consolidare una visione che punta sulla contemporaneità culturale come leva di sviluppo urbano.