Il perdurare delle ostilità in Medio Oriente inizia a preoccupare seriamente l'industria tecnologica mondiale. Kim Young-bae, parlamentare della maggioranza sudcoreana, ha lanciato l'allarme sui potenziali effetti di un conflitto regionale prolungato sulla catena di approvvigionamento globale dei microchip, qualora venisse compromesso l'afflusso di materie prime strategiche provenienti dal Golfo Persico. L'avvertimento assume particolare rilievo considerando il peso del settore coreano: Samsung e Sk Hynix controllano circa due terzi della produzione mondiale di chip di memoria, il che significa che qualsiasi interruzione avrebbe ripercussioni planetarie.
A destare maggiore preoccupazione è la vulnerabilità dei materiali critici. L'elio rappresenta un caso emblematico: questa sostanza è indispensabile nei processi di fabbricazione dei semiconduttori per dissipare il calore, rilevare perdite e stabilizzare le temperature delle apparecchiature, senza che esistano al momento veri sostituti. Il Qatar fornisce circa il 38 per cento dell'elio mondiale attraverso impianti strettamente connessi alla filiera del gas naturale. Il 4 marzo scorso, QatarEnergy ha ufficialmente dichiarato lo stato di forza maggiore, sospendendo la produzione di gas e altre trasformazioni a causa degli attacchi in corso nella regione.
Seoul dipende dal Medio Oriente non solo per l'elio: il ministero dell'Industria sudcoreano ha identificato altri 14 materiali essenziali per la produzione di chip provenienti da quella zona, tra cui il bromo. Sebbene alcuni di questi elementi possano essere reperiti localmente o da fornitori alternativi, effettuare una transizione verso nuove fonti di approvvigionamento nell'industria dei semiconduttori risulta estremamente complesso. I produttori devono sottoporre ogni nuovo fornitore a rigorosi test di purezza e processo di certificazione prima di poterlo utilizzare in produzione.
Per il momento, i principali attori del settore mantengono un tono rassicurante. Sk Hynix ha dichiarato di aver implementato una strategia di diversificazione nelle proprie catene di fornitura e di disporre di scorte di elio sufficienti per gestire l'emergenza, escludendo quasi completamente il rischio di impatti operativi nel breve periodo. La taiwanese Tsmc, leader mondiale nella produzione di chip, ha comunicato di non prevedere conseguenze significative sul suo operato. GlobalFoundries ha aggiunto di mantenere contatti diretti con i propri fornitori e di avere già sviluppato piani di contingenza per minimizzare eventuali danni.