Il quinto derby della sua carriera per Daniele Doveri si caratterizza per una gestione arbitrale tutt'altro che impeccabile. L'arbitro quarantottenne, con esperienza consolidata, incorre in episodi che alimentano le polemiche sul terreno di gioco tra il Milan di Massimiliano Allegri e l'Inter guidata da Luciano Chivu. La prestazione complessiva raccoglie una valutazione critica, con un voto che non supera la sufficienza.

L'episodio più dibattuto riguarda un'azione in area nerazzurra dove Doveri fischia in maniera confusa durante l'esecuzione di un calcio d'angolo da parte di Dimarco. Il segnale acustico giunge in un momento ambiguo: dopo la battuta del tiro dalla bandierina, quando il pallone è ormai in area. Sebbene Carlos Augusto concluda la traiettoria in rete con una marcatura di mano, il vero problema risiede nella confusione generata dal fischio precedente. L'arbitro, secondo le analisi tecniche, avrebbe dovuto intervenire prima se intendeva segnalare un'irregolarità. Di conseguenza, la rete viene ripetuta, creando una situazione poco lineare dal punto di vista regolamentare.

Per quanto concerne il tocco di Matteo Ricci con il braccio destro, l'analisi mostra che non sussistono i presupposti per il calcio di rigore. Il giocatore rossonero effettua un movimento volontario di allontanamento della mano, senza allargare il corpo in maniera innaturale. Secondo la lettura delle norme, senza questo contatto la sfera avrebbe colpito comunque il corpo del calciatore nella zona legittima, rientrando nella sua sagoma naturale. La decisione di Doveri di non concedere il penalty risulta, pertanto, corretta.

Ben più grave appare il numero di ammonizioni non comminate. Sono quattro i falli che avrebbero meritato il giallo: lo scontro di Estupiñán su Barella senza toccare il pallone, rappresenta un intervento netto; il pestone di Adrien Rabiot ai danni di Dimarco in prossimità della linea di fondo costituisce sia un fallo che potrebbe configurarsi come occasione da rigore all'interno dell'area; il blocco di Fikayo Tomori su Piotr Zielinski durante una ripartenza; infine, il contrasto di Bonny sul piede sinistro di Estupiñán. La mancata applicazione della disciplina in questi momenti rappresenta un'incoerenza amministrativa di rilievo.

Sul fronte della tecnologia, il VAR, gestito da Pierluigi Abisso in qualità di osservatore neutrale, riceve una valutazione lievemente positiva. La moviola potrebbe aver contribuito a contenere ulteriori errori, seppur l'intervento umano primario dell'arbitro in campo abbia presentato margini di miglioramento significativi. Nel complesso, il derby propone una lezione su come anche i professionisti della categoria possono incontrare difficoltà nel gestire situazioni delicate in uno dei match più importanti della stagione calcistica italiana.