La direzione di gara di Sozza in Lecce-Cremonese finisce sotto accusa per una serie di valutazioni tecniche contestabili che hanno condizionato l'esito della partita. Nel corso dei novanta minuti, l'arbitro della sezione di Roma ha commesso diverse sviste significative, tra cui il mancato riconoscimento di un calcio di rigore netto che avrebbe potuto cambiare le sorti dell'incontro.

L'episodio più clamoroso riguarda un tiro di Stulic con conseguente tocco di mano di Bianchetti: il braccio destro del difensore della Cremonese era posizionato in modo particolarmente largo, eppure Sozza non ha concesso il penalty nonostante si trovasse in una posizione adeguata per valutare correttamente l'azione. Il rigore è stato successivamente riconosciuto dall'organo tecnico competente, confermando l'errore sul campo.

Non è stato l'unico momento controverso della serata. Un cross verso l'area cremolese ha visto protagonista Pezzella con il braccio sinistro, situazione che ha generato dibattito tra gli osservatori. Inoltre, il gol realizzato da Payero con una conclusione effettuata di braccio destro è stato oggetto di intervento del VAR, che ha deciso di annullare la rete tramite overrule. Il rappresentante della tecnologia, Di Paolo, ha ricevuto valutazioni critiche anche per la gestione di altri episodi dubbi nel corso della contesa.

L'elemento più discutibile della serata riguarda la simulazione di Folino, che si è tuffato in area per ottenere un penalty. Il calciatore giallorosso non ha subito alcun contatto effettivo da parte di Cheddira, né in basso né in alto, nonostante il contatto di una mano sulla schiena potesse ingannare otticamente l'osservatore superficiale. Da questa decisione arbitrale discutibile è conseguentemente emerso uno sgambetto di Gaby Jean su Sanabria, che rappresentava un'occasione concreta di penalty vero, su cui il VAR avrebbe dovuto intervenire ma non lo ha fatto.

La prestazione complessiva di Sozza riceve valutazioni molto critiche dagli osservatori tecnici. Gli assistenti Colarossi e Christian Rossi, assieme all'operatore VAR Di Paolo, vengono ritenuti corresponsabili delle numerose imprecisioni registrate durante il match. Le critiche sollevate rimandano alle considerazioni del presidente dell'AIA Rocchi, secondo cui quando l'arbitraggio in campo risulta carente, tutti gli altri elementi del sistema diventano secondari rispetto a questo elemento cruciale della gestione.