Carl Pei, il giovane imprenditore che ha rivoluzionato il mercato degli smartphone cinesi prima di lanciarsi in una nuova avventura, ha condiviso la sua visione ambiziosa durante la presentazione dei nuovi modelli Nothing Phone (4a) e Phone (4a) Pro. Nato a Pechino nel 1989 e cresciuto a Stoccolma, Pei ha abbandonato gli studi presso la Stockholm School of Economics per inseguire il suo sogno nel settore tecnologico. Nel 2013 co-fondò OnePlus insieme a Pete Lau, un'azienda che crebbe esponenzialmente: nel solo 2014 vendette mezzo milione di unità quando l'obiettivo iniziale era di soli cinquantamila.
Tuttavia, nel 2020 Pei ha deciso di voltare pagina. OnePlus aveva perso quella spinta innovativa che lo caratterizzava e si era trasformata in un produttore come tanti altri, senza una vera identità distintiva. Dopo una breve pausa di riflessione, il fondatore è volato a Stoccolma per iniziare da zero. Così è nata Nothing, con una missione che potrebbe sembrare paradossale: creare tecnologia che scompaia, che non sia invadente, invisibile all'occhio dell'utente. Il nome dell'azienda stessa racchiude questa filosofia: la migliore tecnologia è quella che non si nota.
Ma c'è stata una evoluzione nel percorso aziendale. Nothing è diventata celebre proprio per il contrario: dispositivi visivamente straordinari, il sistema Glyph con le luci LED, palette di colori audaci e accattivanti. Una contraddizione solo in apparenza, che Pei ha risolto con consapevolezza. "Sono più maturo adesso, ho imparato parecchie cose", ha spiegato sorridendo. "La chiave è continuare a imparare e adattarsi". Il fondatore non ha mai evitato le critiche: quando la stampa, soprattutto americana, l'ha accusato di promettere innovazione rivoluzionaria fornendo solo smartphone e auricolari con design interessante, Pei non ha visto un'offesa ma una questione di prospettive diverse.
Secondo Pei, un'azienda deve operare su più livelli temporali contemporaneamente: una missione che abbraccia venticinque anni, una visione decennale, una strategia triennale e una roadmap produttiva annuale. "Guardiamo parti diverse del piano allo stesso tempo", ha chiarito. Questa complessità strategica spiega apparenti contraddizioni, come l'uso del colore come elemento di distinzione e status symbol, che non contraddice la ricerca dell'invisibilità tecnologica ma risponde alle esigenze attuali del mercato dove la costruzione di un brand riconoscibile è essenziale.
Lo sguardo di Pei si proietta verso il futuro prossimo, dove l'intelligenza artificiale diventerà la vera interfaccia tra l'utente e i dispositivi, e dove le app tradizionali potrebbero essere destinate a scomparire. Nothing si sta preparando per questo cambiamento paradigmatico, anticipando trasformazioni che il settore tech affronterà nei prossimi anni. Il presentimento di Pei è che la tecnologia continuerà a evolversi verso forme sempre più naturali e intuitive, fino a diventare veramente parte dell'esperienza umana senza richiedere sforzi consci.