La Juventus continua a cercare risposte su uno dei suoi attaccanti più importanti. Jonathan David attraversa un momento critico della stagione, caratterizzato da una serie negativa che preoccupa l'ambiente torinese. L'ultimo gol risale al primo febbraio nella sfida vinta contro il Parma: da allora, il canadese ha collezionato una lunga serie di prestazioni sottotono e occasioni clamorose sciupate.
Nella partita di sabato contro il Pisa, David ha avuto a disposizione quarantacinque minuti di gioco per lasciare il campo senza aver inciso sulla partita. La dinamica più significativa della gara si è rivelata paradossale: dalla sua sostituzione in poi, la squadra bianconera ha cambiato marcia e infine raggiunto una vittoria decisiva nella corsa al quarto posto. Un particolare che non è sfuggito agli osservatori e che alimenta dubbi sulla condizione attuale dell'ex esterno dell'attacco.
La situazione risulta tanto più enigmatica considerando gli standard che David aveva stabilito nella sua esperienza francese. Al Lille, nell'ultimo triennio, l'attaccante aveva chiuso ogni stagione di Ligue 1 superando la soglia dei venticinque reti annuali, per un totale complessivo di settantasette marcature in tre anni. Un bilancio che testimonia le qualità di un giocatore abituato a fare la differenza nei momenti decisivi.
Spalletti gli ha garantito continuità, schierandolo da titolare in sedici occasioni su ventuno partite, approfittando dell'assenza dell'infortunato Vlahovic. Tuttavia, quella fiducia incondizionata non si è trasformata in risultati concreti. L'allenatore ha escluso responsabilità di natura tecnica, sottolineando che David ha saputo comunque garantire un lavoro positivo nella manovra offensiva. Il problema, secondo questa lettura, risiede nella sfera mentale: il canadese appare teso, poco tranquillo e sembra soffrire particolarmente la pressione che emerge dallo Stadium, dove ogni errore provoca un'immediata reazione della platea.
Spalletti ha provato a difendere il suo giocatore, affermando: «Se l'avessi utilizzato nel secondo tempo con quella configurazione tattica, l'avrei messo nelle condizioni di esprimersi meglio». Nonostante queste considerazioni, la domanda che rimane sospesa nello spogliatoio juventino è se David riuscirà a ritrovare la serenità e la freddezza necessaria per sbloccarsi, oppure se il club dovrà valutare soluzioni alternative per superare questo momento difficile.