José Mourinho esce di scena con polemiche nel derby portoghese disputato allo stadio Da Luz. Durante il finale della sfida tra Benfica e Porto, terminata con un pareggio a reti bianche per 2-2, il tecnico è stato espulso dopo un gesto che l'arbitro ha ritenuto scorretto. A fine partita, il portoghese non ha risparmiato critiche sulla decisione presa dal direttore di gara.

Secondo la ricostruzione fornita da Mourinho, l'episodio che ha portato all'espulsione sarebbe stato completamente frainteso. L'allenatore sostiene di aver semplicemente calciato il pallone verso gli spalti in un gesto di celebrazione, un'abitudine consolidata nel corso della sua carriera quando la sua squadra segna un gol. «Non era diretto alla panchina avversaria come sostiene l'arbitro» ha dichiarato, aggiungendo che il suo intento era regalare il pallone ai tifosi presenti sugli spalti.

Ben più acceso il confronto nel tunnel con Lucho Gonzalez, componente dello staff tecnico del Benfica. Secondo il racconto di Mourinho, il membro dello staff avrebbe ripetutamente apostrofato l'allenatore come «traditore», un'accusa alla quale il portoghese ha deciso di replicare duramente. «Che tradimento intende?» ha domandato retoricamente, per poi elencando il proprio curriculum professionale: «Ho dato tutto al Porto, poi sono passato al Chelsea dove ho lasciato il cuore. Questa è la vera professionalità, non il tradimento».

Analizzando la prestazione della sua squadra, Mourinho ha riconosciuto i meriti dell'undici guidato da Francesco Farioli, elogiando l'organizzazione tattica e la capacità atletica della formazione avversaria. Ha usato un'efficace metafora per descrivere il ritmo della partita: «Loro accelerano come se fossero in moto, mentre noi procedavamo più lentamente, come in bicicletta». Un modo di sottolineare come il Benfica avesse imposto il proprio gioco agli ospiti.

Riguardo alla lotta per il titolo nazionale, Mourinho ha mantenuto una visione realistica delle possibilità del Porto. Con un distacco di sette punti dalla vetta, ha evidenziato la difficoltà di colmare un gap simile nei turni rimanenti. Tuttavia, ha anche riconosciuto che la squadra gialloblu rimane un avversario complicato da affrontare, nonostante sia relativamente semplice da preparare dal punto di vista tattico. Le sue dichiarazioni lasciano intendere che la corsa scudetto rimane aperta, ma il Porto parte da una posizione di svantaggio difficile da invertire.