La Fiorentina continua a soffrire in attacco. Nel match disputato ieri pomeriggio al Franchi contro il Parma, i viola non hanno trovato nemmeno una conclusione nello specchio della porta, confermando uno stato di profonda difficoltà nella finalizzazione che ormai perdura da oltre quattro ore di gioco in Serie A. La difesa ospite, organizzata con meticolosità dal tecnico Cuesta, ha saputo contenere efficacemente gli assalti viola, relegando l'intero reparto offensivo fiorentino a una condizione di quasi totale sterilità.
Roberto Piccoli, il centravanti arrivato da Cagliari in estate per una cifra importante intorno ai 25 milioni di euro, si è rivelato ancora una volta il simbolo di questo momento grigio. L'attaccante classe 2001 ha trascorso quasi l'intera gara con le spalle alla porta, impegnato soprattutto in duelli fisici con i difensori emiliani piuttosto che in azioni costruttive verso la zona pericolosa. L'unica vera occasione è arrivata nella ripresa: su un'azione confusa, il pallone è capitato a due metri dalla linea di porta, ma Piccoli ha colpito di destro con un attimo di ritardo, permettendo a Del Prato di intercettare in scivolata. Dopo sette mesi dal suo trasferimento, l'ex Cagliari ha messo a segno solamente due reti in campionato, un bilancio che inizia a pesare significativamente sul progetto offensivo della squadra.
L'allenatore Vanoli ha riconosciuto nel post-gara la carenza di qualità nella rifinitura, con riferimenti espliciti alla gestione dei cross e alle scelte di Gudmundsson e Harrison in fase di creazione. Un episodio rivelatissimo è avvenuto nei minuti finali, quando un cross teso di Gosens dalla sinistra ha trovato addirittura sei giocatori viola in area di rigore, ma nessuno di loro è risultato pronto a deviare in rete. Questa disorganizzazione offensiva rappresenta il vero male della Fiorentina in questo momento.
A complicare ulteriormente lo scenario è l'assenza di Moise Kean, che ieri non è nemmeno partito per la panchina. L'attaccante continua a fare i conti con un infortunio alla tibia che lo condiziona dal mese di novembre, una condizione che avrebbe richiesto una gestione differente se non fosse emersa l'urgenza di averlo a disposizione il prima possibile. Anche Manor Solomon resta fermo ai box e difficilmente sarà disponibile prima della sosta per le nazionali. La Fiorentina dovrà trovare rapidamente soluzioni creative per sbloccarsi offensivamente e risalire da una situazione che inizia a diventare preoccupante per le ambizioni della stagione.