Una vittoria ancora più preziosa del solito quella conquistata da Chiara Mazzel nel Super-G paralimpico dei Giochi di Milano Cortina. L'atleta italiana ha trionfato sulla pista ampezzana e ha voluto condividere con i media i dettagli di una giornata tutt'altro che ordinaria, segnata da una sfida fisica inaspettata che avrebbe potuto compromettere la sua prestazione.
A pochi istanti dal via della ricognizione mattutina, Mazzel è stata colpita da un violento mal di testa che l'ha messa nelle condizioni di dubitare persino della propria partecipazione. "In quel momento non riuscivo a mantenere l'equilibrio e ho pensato seriamente di non scendere in pista," ha spiegato, sottolineando come il controllo della stabilità sia fondamentale nello sci alpino paralimpico. Nonostante le difficoltà fisiche, la determinazione ha prevalso sulla sofferenza.
Al termine della competizione, Mazzel ha mostrato grande consapevolezza del proprio valore, evidenziando quanto il risultato di oggi sia superiore ai precedenti successi: "Questa medaglia d'oro vale molto più di quella d'argento che ho vinto in discesa libera, non solo per il colore ma per come sono riuscita a superare questi ostacoli." La gestione dell'emergenza fisica nel corso della gara è diventata parte integrante della sua vittoria.
Dietro di lei, la austriaca Veronika Aigner ha chiuso sul secondo gradino del podio. Non è una sorpresa vedere la rivale teutonica ai piedi della classifica: Mazzel la descrive come "temibilissima" e ricorda come siano frequenti i loro duelli per il podio. Riuscire a prevalere sulla Aigner a livello paralimpico rappresenta dunque un valore aggiunto considerevole per la squadra azzurra.
Ancora soddisfatto della prova è Nicola Cotti Cottini, la guida che ha accompagnato Mazzel lungo il tracciato. Pur notando alcuni piccoli errori nella performance, l'assistente ha rimarcato il netto miglioramento rispetto alla gara del giorno precedente: "Chiara ha dimostrato maggiore decisione e sicurezza nelle sue scelte tecniche, ed è questo che conta nella paralimpiade." Una conferma che spesso la mentalità, nel momento che conta di più, fa la differenza.