Un nuovo allarme climatico arriva dai laboratori internazionali: mentre il mondo concentra l'attenzione su anidride carbonica e metano, un gas invisibile e inodore sta moltiplicando la sua presenza nell'atmosfera terrestre. Si tratta dell'esafluoruro di zolfo, denominato SF6, una sostanza sintetica utilizzata come isolante negli impianti elettrici ad alta tensione che rappresenta una minaccia climatica sproporzionata rispetto alla sua concentrazione.

Secondo una ricerca pubblicata su Nature Communications e condotta da team del Mit di Boston insieme a università cinesi ed europee, con il supporto della Nasa, le emissioni di SF6 dalla Cina hanno compiuto un salto impressionante. Nel 2011 il paese asiático era responsabile di 2.600 tonnellate annue, pari al 34% del totale planetario. Nel 2021, dieci anni dopo, questa cifra era quasi raddoppiata: 5.100 tonnellate l'anno, corrispondenti al 57% delle emissioni mondiali. Gli esperti collegano questa impennata allo sviluppo accelerato della capacità produttiva di energia elettrica, specialmente nelle province occidentali cinesi dove gli investimenti infrastrutturali procedono al ritmo più veloce.

Il vero problema risiede nella natura di questo composto chimico. L'SF6 è un gas che, una volta disperso nell'aria, impiega tra i mille e i tremila anni per degradarsi completamente. Nel corso di un secolo, il suo effetto riscaldante supera di 24.300 volte quello della CO2: un grammo di esafluoruro di zolfo produce effetti climatici equivalenti a mezzo chilo di anidride carbonica. Sebbene sia utilizzato nelle centrali elettriche principalmente per isolare i circuiti ad alta tensione, i trasformatori soffrono di perdite frequenti che alimentano continuamente la dispersione atmosferica di questa sostanza.

Attualmente, l'atmosfera contiene 11,5 ppt (parti per trilione) di SF6, una concentrazione che sembra modesta se confrontata ai 420 grammi per tonnellata di aria della CO2 nel 2023. Tuttavia, il dato preoccupante è la velocità di crescita: dal 2012 al 2023 la concentrazione di esafluoruro di zolfo è aumentata di oltre il 50%, passando da 7,6 a 11,5 ppt. Questo tasso di incremento, monitorato mediante sei stazioni specializzate distribuite globalmente, evidenzia una tendenza che rischia di accelerare ulteriormente con l'espansione industriale cinese.

Gli scienziati invitano a considerare seriamente questo gas minore, spesso assente dalle conversazioni sui cambiamenti climatici, perché rappresenta una sfida nascosta alla stabilità dell'atmosfera. Sebbene le emissioni attuali di SF6 siano inferiori a quelle di metano e anidride carbonica, il suo straordinario potenziale riscaldante e la persistenza secolare rendono ogni tonnellata rilasciata un debito climatico che le generazioni future dovranno pagare per millenni. La comunità scientifica internazionale sottolinea l'urgenza di implementare protocolli più severi per contenere le perdite negli impianti elettrici e sviluppare isolanti alternativi meno dannosi per il clima.