Paola Severino, giurista di fama nazionale e attuale presidente della Scuola nazionale dell'amministrazione, ha delineato una visione ambiziosa per il futuro della dirigenza pubblica italiana. In un'intervista esclusiva, la professoressa e vicepresidente della Luiss ha illustrato come la formazione rappresenti il fulcro della trasformazione che attende la pubblica amministrazione nei prossimi anni, in linea con i vincoli e le opportunità imposte dal Pnrr.

Severino, già ministra della Giustizia, ha enfatizzato l'importanza cruciale di integrare le nuove competenze tecnologiche nei percorsi formativi della Sna. "La transizione digitale non può realizzarsi senza una profonda innovazione dei metodi di insegnamento", ha spiegato, sottolineando come il mondo contemporaneo richieda un approccio multidisciplinare che sappia combinare saperi diversi in un contesto sempre più complesso e interconnesso.

Un elemento centrale della strategia riguarda il recupero dell'orgoglio nel servizio pubblico. Durante la sua esperienza al ministero della Giustizia, Severino ha osservato come molti funzionari operino con dedizione e passione paragonabili a quella dei dirigenti delle più importanti aziende private. Ha citato gli esempi familiari dei suoi nonni: uno scelse il genio civile a Napoli anziché una redditizia carriera nel settore privato, l'altro preferì le Poste a una carriera nel notariato. "Ricostruire questo senso di appartenenza è fondamentale per attrarre i migliori giovani talenti verso la Pa", ha dichiarato.

Riguardo alla questione economica, Severino ha precisato che i neodirigenti pubblici beneficiano già di retribuzioni competitive fin dall'ingresso, mentre per i livelli inferiori il ministero della Funzione pubblica ha implementato un sistema meritocratico di avanzamento che premia le competenze piuttosto che la sola anzianità. Inoltre, sono state avviate iniziative che permettono ai dipendenti pubblici di proseguire gli studi universitari durante l'attività lavorativa, riducendo l'ostacolo della formazione continua.

La strategia di Severino punta dunque su tre pilastri: attrarre giovani donne meritevoli, valorizzare l'innovazione digitale come strumento di efficienza amministrativa, e restaurare il prestigio associato al lavoro per lo Stato. Un approccio che parte dal vertice, con l'intento di generare un effetto cascata su tutta l'amministrazione pubblica italiana.