La digitalizzazione dei servizi pubblici italiani compie un nuovo, decisivo passo avanti. Un decreto della Presidenza del Consiglio firmato lo scorso 18 febbraio traccia una roadmap ambiziosa: entro febbraio 2027, ogni cittadino dovrà poter accedere a tutti i documenti amministrativi attraverso IT-Wallet, il portafoglio digitale che ha già conquistato milioni di italiani dopo il lancio della patente e della tessera sanitaria online a fine 2024. Il provvedimento, elaborato congiuntamente dal Dipartimento per l'innovazione digitale e dai ministeri dell'Economia e della Pubblica amministrazione, rappresenta una metamorfosi del sistema: da semplice app integrata a vera infrastruttura tecnologica nazionale.

I numeri attuali testimoniano il successo del progetto. Ad oggi sono state caricate circa 8,5 milioni di patenti digitali e altrettante tessere sanitarie, cui si aggiungono circa 200mila certificazioni relative alla carta europea della disabilità. Ma il potenziale è ancora maggiore. Nel prossimo anno entrerà nel sistema anche la tessera elettorale in formato digitale, mentre si apriranno le porte a soggetti privati interessati a integrare i propri servizi nella piattaforma, trasformando IT-Wallet in un ecosistema completo di servizi sia pubblici che privati.

L'infrastruttura sarà gestita da due attori chiave. L'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato avrà il compito di progettare e mantenere l'architettura organizzativa e tecnologica, rilasciando gli attestati elettronici che certificheranno i dati personali degli utenti attraverso autenticazione con livello di sicurezza elevato. I dati stessi verranno attinti dall'Anagrafe nazionale della popolazione residente. PagoPa, invece, svilupperà e amministrerà la componente tecnologica vera e propria, garantendo piena conformità alle normative italiane ed europee sull'identità digitale.

I documenti digitali avranno pieno valore legale e potranno essere esibiti durante i controlli delle autorità, proprio come i loro equivalenti cartacei. Questo significa che un cittadino potrà utilizzare il portafoglio per presentare richieste ufficiali alla Pubblica amministrazione esattamente come fa oggi con SPID, ma con accesso centralizzato a tutti i suoi documenti. Un provvedimento successivo stabilirà la distinzione tra servizi gratuiti destinati ai cittadini e funzionalità aggiuntive a pagamento, che potranno essere offerte sia da enti pubblici che da operatori privati.

La scadenza di febbraio 2027 rappresenta quindi il momento della verità per la trasformazione digitale della macchina amministrativa italiana. Tutte le amministrazioni pubbliche dovranno infatti adeguarsi e rendere disponibili i propri documenti attraverso il sistema entro quella data. Un obiettivo ambizioso ma concreto, che porterà il portafoglio digitale da strumento complementare a vero centro nevralgico della relazione tra cittadino e istituzioni.