Il progetto hardware di Valve torna a far discutere dopo ore di incertezza alimentate da una comunicazione poco chiara. L'azienda di Seattle ha definitivamente confermato che Steam Machine, Steam Frame e il nuovo Steam Controller raggiungeranno i negozi nel corso del 2026, mettendo fine alle voci di un possibile rinvio al 2027 che avevano circolato negli ultimi giorni tra gli appassionati.
Lo scombussolamento è partito dal consueto rapporto annuale pubblicato da Valve a fine anno, dove l'azienda aveva utilizzato una formulazione vaga per descrivere i tempi di consegna: "speriamo di spedire nel 2026". Tra gli addetti ai lavori e i fan, quella speranza è stata letta come un campanello d'allarme, trasformando una questione di scelta lessicale in un caso mediatico. The Verge ha contattato direttamente la casa produttrice, ottenendo rassicurazioni: il programma non ha subito cambiamenti e tutti e tre i dispositivi arriveranno puntualmente. La pagina del blog è stata in seguito aggiornata con una promessa più decisa: "spediremo tutti e tre i prodotti quest'anno".
Benché i tempi siano confermati, il vero interrogativo riguarda il prezzo finale al pubblico. Valve ha sottolineato che gli attuali problemi di disponibilità di memoria RAM e moduli di storage, aggravati ulteriormente rispetto a quando i prodotti erano stati annunciati a novembre 2025, costringono l'azienda a rivedere completamente le strategie di pricing e i dettagli della roadmap di lancio. Steam Machine, pensato come mini-computer da salotto collegato al televisore, e Steam Frame, il visore per la realtà virtuale destinato a contrastare Meta Quest 3, sono i dispositivi più esigenti dal punto di vista tecnico e quindi più colpiti dai rincari sui componenti.
Per chi non conosce la strategia: Steam Machine rappresenta il ritorno di Valve nel segmento dei computer da salotto, un'area che aveva già esplorato senza successo nel 2015, ma che oggi dispone di basi molto più solide grazie al boom commerciale di Steam Deck. Steam Frame invece è il visore di realtà virtuale che andrà a inserirsi in un mercato già saturo di alternative, dalla gamma Meta fino ai visori PC tradizionali come Valve Index stesso.
La domanda che preoccupa il mercato europeo, soprattutto quello italiano, riguarda quanto questi rincari si rifletteranno sui listini. Valve ha dichiarato di voler comunicare i prezzi ufficiali solo quando potrà farlo "in tutta sicurezza", il che tradotto significa che gli importi definitivi saranno probabilmente più alti rispetto alle iniziali speranze. In un continente già sensibile al costo dell'hardware gaming, specialmente nel segmento VR, questa dinamica potrebbe influenzare significativamente la competitività dei nuovi prodotti di Valve nei confronti delle soluzioni già presenti sul mercato.