La sfida tra il Genoa e la Roma al Ferraris si è rivelata speciale già prima del fischio d'inizio, non soltanto per il significato emotivo che riveste per Daniele De Rossi il ritorno contro la squadra che ha allenato a lungo. L'attenzione si è spostata su un dettaglio che sembra insignificante, ma che per il tecnico genovese possiede un valore tutt'altro che trascurabile dal punto di vista scaramantico. Nel corso del primo tempo, precisamente al 35' minuto con il risultato ancora bloccato sullo 0-0, è accaduto quello che avrebbe potuto rovinare l'atmosfera concentrata della panchina.
De Rossi è solito posizionare una bottiglietta di plastica in un punto ben preciso dell'area tecnica, esattamente all'angolo dove si incrociano le linee di demarcazione. Si tratta di un rituale ben consolidato, una di quelle piccolezze che gli allenatori moderni spesso mantengono per una questione di armonia emotiva e concentrazione. Il quarto arbitro della partita, Bonacina, probabilmente senza rendersi conto della sua importanza scaramantica, ha involontariamente spostato il recipiente di pochi millimetri dalla sua posizione originale.
La reazione dell'allenatore è stata immediata e caratteristica, marcata dal suo inconfondibile accento romano: una protesta al limite tra il serio e l'ironico dove De Rossi ha intimato al direttore di gara di non toccare la bottiglietta, poiché il suo movimento avrebbe potuto portargli sfortuna. Il momento ha strappato sorrisi a tutto lo staff tecnico presente in panchina, rompendo per un istante la tensione che caratterizza una partita di questa caratura. Non è passato molto tempo prima che De Rossi si alzasse personalmente dal suo posto per ripristinare la bottiglietta nella sua posizione originale e rituale.
L'episodio evidenzia come, persino nei contesti più professionali e moderni del calcio, persistono credenze e rituali legati al mondo della scaramanzia e della superstizione. Questi piccoli dettagli, spesso sottovalutati dagli osservatori esterni, costituiscono per molti allenatori elementi fondamentali della loro preparazione mentale e della loro routine pre-partita. La bobina di plastica di De Rossi si configura così come simbolo di quella continuità spirituale che molti tecnici cercano di mantenere durante le novanta minuti, affinché tutto proceda secondo il piano tattico prefissato.