La Cremonese esce sconfitta dal campo del Lecce con l'amaro in bocca. Il risultato finale di 2-1 per i salentini avrebbe potuto essere diverso se l'arbitro avesse concesso il calcio di rigore nel finale della partita, quando ancora c'era tempo per una reazione. Al 96', Alexis Sanabria viene contattato da Gaby Jean a pochi metri dalla porta avversaria, ma l'arbitro decide di non fischiare e di non ricorrere al supporto della tecnologia.
A fine gara, Simone Giacchetta, direttore sportivo della squadra lombarda, si è presentato davanti alle telecamere di Dazn visibilmente contrariato. Il dirigente ha affrontato direttamente l'episodio controverso, ritenendo che rappresenti un momento cruciale nella stagione della Cremonese, reduce da un'altra decisione sfavorevole contro il Torino dove era stato ignorato un palese fallo di mano in area in occasione di un'altro calcio di rigore.
"Non voglio entrare negli aspetti tattici della gara, ma questo episodio è stato determinante", ha dichiarato Giacchetta. "Un contatto simile a cinque metri dalla porta non dovrebbe lasciar spazio a dubbi. Quello che più mi colpisce è che il Var non è stato nemmeno interpellato, sebbene la stessa tecnologia sia intervenuta per altre decisioni, come il gol annullato per presunto fallo di mano di Payero. La confusione nel finale non giustifica un'assenza così clamorosa."
Il ds cremonese ha poi lanciato un messaggio critico verso il sistema dell'ausilio tecnologico: "A volte il Var interviene per questioni banali, millimetriche, per dimostrare la propria utilità. In situazioni come questa, dove la giustizia sportiva è in gioco, sparisce. Ci sentiamo traditi da un atteggiamento incoerente". Giacchetta ha notato che l'arbitro, invece di riconoscere l'errore, ha complicato ulteriormente le cose ammonendo Sanabria per simulazione. La tensione si è protratta fino al fischio finale: Emanuele Pezzella è stato espulso al termine della gara.
In una stagione dove ogni punto ha un valore fondamentale per la corsa salvezza, la Cremonese accumula recriminazioni. Secondo Giacchetta, una gestione corretta del Var avrebbe potuto cambiare il corso della partita, evitando questa situazione dove la squadra si sente privata di una legittima opportunità di pareggiare in extremis. La protesta formale contro l'operato dell'arbitraggio resta aperta.